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Un segnale forte

Stefano Francia

È stato un segnale forte, quello lanciato a Roma nel corso dell’Assemblea annuale della Confederazione. L’annata è stata critica: da dimenticare, si è soliti dire, ma dovremmo archiviare troppe stagioni negative, lasciando un vuoto di memoria troppo lungo. 

Un evento che ha coinvolto le maggiori istituzioni e che ha rappresentato un momento di confronto e di richieste che sintetizzo e che sono declinate nelle pagine di questo primo numero di Agrimpresa del 2024. 

Innanzitutto un tema più volte richiamato, ovvero quello dell’equa distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare. Un argomento che necessita di essere disciplinato da una legge quadro che tuteli la parte agricola, con il riconoscimento di costi di produzione certificati e di prezzi all’origine stabili e dignitosi. Va data quindi trasparenza al processo di formazione del prezzo per garantire una leale concorrenza lungo tutta la filiera produttiva.

Il presidio del territorio, poi, va riconosciuto in termini politici ed economici ai produttori, di qui la necessità di istituire un fondo unico nazionale per premiare le attività di prevenzione e manutenzione del territorio fatte dagli agricoltori. Un lavoro permanente che contrasta l’abbandono e il depauperamento dei territori montani e quelli, in generale, svantaggiati, che necessitano, inoltre, di una fiscalità agevolata, elemento che può dare un impulso alla imprenditorialità giovanile, oltre a facilitazioni per l’accesso al credito. 

Nelle attività che rientrano a pieno titolo nell’agricoltura, non va dimenticato il supporto all’agriturismo, mentre occorre una revisione della legge quadro sull’agricoltura sociale, una opportunità da non perdere. 

Con uno sguardo alle future generazioni di imprenditori, va posta attenzione al sistema pensionistico, da adeguare, e che deve garantire assegni dignitosi al raggiungimento dei requisiti per ritirarsi dal lavoro. Infine, uno sguardo alle eccellenze della nostra regione che sono riconosciute in tutto il mondo: va facilitata la crescita delle esportazioni nei mercati consolidati, ma occorre sviluppare anche quelli emergenti, di qui la necessità di premere l’acceleratore sui meccanismi di aggregazione, oltre ad assistere le imprese nell’export agricolo. 

Buon inizio d’anno a tutti.

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