Vino, per Alleanza Coop occorre verificare effetto misure di riduzione volontaria

vendemmia

Con la vendemmia alle porte si apre un quadro difficile ma non drammatico, dove le giacenze sono in linea con quelle dell’anno precedente e le quotazioni registrano cali ma solo per i vini di fascia alta. È la situazione del settore analizzata dall’Alleanza cooperative agroalimentari che detiene il 58% della produzione media di vino in Italia.

“Affermare che il settore vitivinicolo goda di buona salute sarebbe distante dalla realtà – dichiara il coordinatore vino di Alleanza, Luca Rigotti – ma la lettura dei dati effettivi ci restituisce un quadro meno drammatico rispetto a quanto alcuni sostengono”. Il dato complessivo, secondo Alleanza cooperative, è sui livelli vicini a quelli dell’anno precedente ma occorre attendere i dati delle dichiarazioni di giacenza presentate ad Agea il 31 luglio per avere un quadro più preciso. Secondo Rigotti, la distillazione di crisi, misura di riduzione volontaria delle rese per i vini a Indicazione Geografica attivata dal Ministero, non ha riscontrato un grande successo.

Il chè si spiega “in parte perché il prezzo pagato era troppo basso rispetto al mercato, dall’altra parte perché la misura era focalizzata solo sul vino da tavola, le cui giacenze al 15 luglio risultavano inferiori dell’11% rispetto all’anno precedente”. Per quel che riguarda, infine, i prezzi, il coordinatore precisa che “le quotazioni parlano di qualche difficoltà per i segmenti di fascia più alta, ma di una buona tenuta per i vini da tavola. Anche a fronte di un’importante riduzione negli scambi internazionali, il dato dell’Italia  risulta tenere meglio rispetto agli altri competitor”.

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