‘Borettana’, un’eccellenza che esprime l’identità del territorio

Luca Soliani

REGGIO EMILIA – Tra le eccellenze agroalimentari che caratterizzano il territorio reggiano, la Cipolla Borettana occupa un posto speciale. Non si tratta soltanto di una varietà orticola apprezzata per le sue qualità gastronomiche, ma di un vero e proprio patrimonio storico e culturale che affonda le proprie radici nella tradizione agricola della Bassa reggiana.

La coltivazione della Cipolla Borettana è documentata a Boretto già dal 1426, una delle più antiche testimonianze orticole del territorio reggiano. Da quasi sei secoli questo piccolo bulbo dalla caratteristica forma schiacciata accompagna la vita delle comunità rivierasche del Po, diventando nel tempo uno dei prodotti più rappresentativi dell’agricoltura locale. Le particolari caratteristiche pedoclimatiche della pianura alluvionale hanno favorito la diffusione di questa coltura, che si distingue per il sapore dolce e delicato, la consistenza croccante e l’elevata versatilità in cucina. La Borettana è, infatti, conosciuta e apprezzata soprattutto per la trasformazione in conserve sott’olio e sott’aceto, ma trova impiego anche in numerose preparazioni della tradizione gastronomica emiliana.

“Oggi la produzione rappresenta una nicchia agricola di qualità che contribuisce alla valorizzazione del territorio – afferma Barbara Bassi, responsabile Cia della zona di Guastalla -. Secondo le stime disponibili, in provincia di Reggio Emilia sono coltivati circa 20 ettari, concentrati soprattutto nella Bassa reggiana e nella confinante zona parmense, aree dove questa coltura continua a trovare condizioni particolarmente favorevoli. A livello regionale, la coltivazione della Borettana interessa complessivamente circa 100 ettari in Emilia Romagna”.

La Cipolla Borettana “rappresenta un patrimonio agricolo che racconta la storia e l’identità della nostra terra”, sottolinea Bassi. “Parliamo di una coltura che ha saputo attraversare i secoli mantenendo intatto il proprio legame con il territorio e con le aziende agricole che ancora oggi la producono con passione e professionalità”.
“In un momento in cui il consumatore ricerca sempre più qualità, tracciabilità e legame con il territorio – prosegue Bassi –, la Borettana dimostra come le produzioni tipiche possano rappresentare una concreta opportunità di sviluppo per le imprese agricole della Bassa reggiana e del Parmense. Tutelare queste eccellenze significa salvaguardare biodiversità, cultura rurale e valore economico per le nostre comunità”.

Dal punto di vista produttivo, le aziende agricole specializzate possono raggiungere rese medie attorno alle 30 tonnellate per ettaro, a testimonianza di una coltura che, pur mantenendo una dimensione limitata, conserva una significativa importanza economica per le realtà che hanno scelto di investirvi. La tutela di questa varietà ha assunto negli anni un valore sempre più rilevante. Dal 2005 la Cipolla Borettana è riconosciuta con il marchio De.Co. (Denominazione Comunale) del Comune di Boretto ed è inserita tra le specie della biodiversità agricola da salvaguardare nella provincia di Reggio Emilia. Un riconoscimento che va oltre l’aspetto commerciale e che sottolinea il ruolo della Borettana come elemento identitario del territorio. Il modo migliore per apprezzare la Cipolla Borettana è valorizzarne la naturale dolcezza.

Una preparazione semplice ma di grande effetto consiste nel cuocerla lentamente in padella con un filo di olio extravergine d’oliva e una noce di burro, lasciandola caramellare delicatamente. Servita come contorno, accompagna perfettamente arrosti, bolliti e formaggi stagionati come il Parmigiano Reggiano. Nella tradizione emiliana resta inoltre insuperabile la versione in agrodolce, ottenuta con aceto e una leggera aggiunta di zucchero: una ricetta che esalta il gusto caratteristico della Borettana e che ne ha decretato il successo ben oltre i confini regionali. In un contesto agricolo sempre più orientato alla valorizzazione delle produzioni tipiche e alla conservazione della biodiversità, la Cipolla Borettana rappresenta un esempio virtuoso di come tradizione, qualità e legame con il territorio possano diventare fattori strategici per lo sviluppo rurale.

Custodire questa coltura significa preservare una parte importante della storia agricola reggiana, ma anche offrire nuove opportunità alle aziende che scelgono di puntare sulle eccellenze locali.
La Borettana continua così a raccontare, stagione dopo stagione, il valore di un’agricoltura capace di coniugare memoria e innovazione, mantenendo vivo un patrimonio che appartiene all’intera comunità emiliano-romagnola.

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