Giugno 2016
MODENA – Il comparto del Parmigiano non ha attraversato acque calme negli ultimi anni e i produttori di latte hanno fatto ricorso a tutte le loro energie per rimanere a galla e non disperdere un patrimonio zootecnico capace ancora di produrre utili.
Segnali di conforto vengono dal Gruppo Granterre-Parmareggio, leader nel mercato del Parmigiano Reggiano, che chiude l’esercizio 2015 con risultati positivi, nonostante il calo registrato nei prezzi di vendita del formaggio e del burro. “Un bilancio che – spiega una nota del Gruppo – consente di definire anche il 2015 un anno di ulteriore rafforzamento: crescono volumi, fatturati e utile netto, che raggiunge i 7,5 milioni di euro. E questa crescita, che prosegue da diversi anni nonostante un contesto tutt’altro che facile, consente di riconoscere ai soci quasi 4 milioni di euro di dividendi e di ristorno sui conferimenti, aggiuntivi rispetto ai valori di mercato già liquidati in corso d’anno”.
Il fatturato consolidato del Gruppo ha raggiunto i 300 milioni di euro, in crescita di oltre 17 milioni sul 2014 (+6,1%). Positivi anche i risultati dei prodotti a marchio Parmareggio, “che rappresentano la grande forza e il successo della strategia del Gruppo – sottolinea Giuliano Carletti, amministratore delegato di Parmareggio – mentre il fatturato di questi prodotti ha raggiunto i 130 milioni di euro, con un incremento di quasi 9 milioni (+7,1%) rispetto ad un già strepitoso 2014. A volume la crescita è stata addirittura superiore al 10%, grazie in particolare all’incremento registrato da burro, grattugiati e Parmareggio 30 mesi”.
Il prodotto che più ha caratterizzato il 2015 è stato “l’Abc della merenda”: complessivamente sono state vendute oltre 10 milioni di confezioni.
Riguardo al fatturato l’export, realizzato in circa 50 Paesi, ha superato i 43 milioni di euro, con un incremento dei volumi del 4,9%. Oltre il 50% delle vendite all’estero sono a marchio Parmareggio.
“Il significativo aumento dei volumi, in particolare dei prodotti a marchio Parmareggio e un generalizzato recupero di efficienza a tutti i livelli – precisa il presidente del Gruppo, Ivano Chezzi -hanno quindi consentito all’azienda di fronteggiare la riduzione delle marginalità medie dovuta ai citati andamenti del mercato: tutto ciò si è tradotto in un utile netto di 7,5 milioni di euro, in crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente, dopo aver spesato imposte per circa 3,4 milioni di euro”.
In crescita anche i soci del Gruppo: le forme conferite hanno superato le 283 mila, con una crescita di quasi 60 mila forme (+26%) quasi equamente ripartita tra maggiori conferimenti dei soci storici e soci entrati nel 2014.
“Grazie a questi risultati – conclude Chezzi – l’assemblea dei soci ha potuto deliberare di destinare ai soci circa 4 milioni di euro di dividendi e di ristorno sui conferimenti aggiuntivi rispetto ai valori di mercato già liquidati in corso d’anno”.



