Cristian Calestani
MEDESANO (Parma) – È il polline delle colline parmensi il prodotto di nicchia sul quale ha deciso di puntare l’azienda apistica biologica Armanda Manghi di Santa Lucia di Medesano operativa in una piccola oasi di tre ettari che si estende intorno al laboratorio e all’abitazione della famiglia.
La decisione di produrre polline, un unicum nel parmense, non è solo una necessaria forma di integrazione al reddito, ma una scelta di vita che fa di una produzione di nicchia biologica un piccolo orgoglio per l’azienda Manghi. “Mangi il polline delle tue colline”, racconta con entusiasmo Armanda che è affiancata a tempo pieno dal marito Emilio e dalla figlia Floriana e conta anche sulla collaborazione delle altre figlie Francesca e Giorgia.
“Siamo partiti con la produzione cinque anni fa – spiega -. La raccolta avviene solo a Santa Lucia, nei terreni intorno a casa, in modo che tutto il processo sia sotto i nostri occhi e strettamente controllato in un ambiente sano e pulito, per evitare il rischio di contaminazioni”. Si segue, con rispetto, l’operato delle api, sempre più a rischio estinzione nei nostri territori a causa dell’inquinamento e del cambiamento climatico.
“Le api – illustra Armanda – passano da un fiore all’altro e raccolgono polline. Quando rigurgitano il miele che hanno nella sacca melaria formano delle piccole palline che finiscono in apposite cestelle che hanno nelle zampe posteriori. All’ingresso dell’arnia noi collochiamo delle piccole trappole con forellini: nel momento in cui l’ape passa da quei buchetti il polline si stacca e cade in un cassetto che noi svuotiamo quotidianamente”. A quel punto il polline viene portato in azienda e deumidificato per un paio d’ore per togliere una piccola quantità d’acqua al fine di concentrare la parte zuccherina e non perdere il sapore. Quindi dopo la pulizia, che avviene manualmente, viene pesato, riposto in sacchetti, dotato di lotto e congelato.
“La raccolta avviene in tre periodi dell’anno. Ad aprile quando ci sono tutte le fioriture primaverili, a giugno quando fiorisce il castagno ed in autunno quando c’è la fioritura dell’edera. Otteniamo così il polline primaverile, estivo ed autunnale. Un prodotto eccezionale sul piano salutistico, perché ricco di proteine vegetali che sono ideali, ad esempio, per chi non mangia carne. E poi fornisce energia, è ricco di sali minerali, vitamine ed enzimi”. Ogni anno l’azienda Manghi produce tra i 200 e i 250 kg di polline. E lo fa rispettando la natura.
“Il polline è molto importante per monitorare lo stato di salute della famiglia di api. Se notiamo un calo di produzione o la presenza della cosiddetta covata calcificata, per rispetto della famiglia togliamo subito le trappole all’ingresso dell’arnia, in modo che le api possano avere a disposizione tutto il polline necessario”.
Lo stesso impegno profuso per la produzione di polline accompagna anche la produzione di miele biologico, l’attività principale dell’azienda che è socia del Conapi, il Consorzio nazionale apicoltori al quale viene conferito, oltre ad una parte del polline, l’80% della produzione di miele, mentre il restante 20% passa per la vendita diretta in azienda, nei mercati sul territorio e a negozi specializzati nel settore bio.
“Per la produzione di miele – spiega Armanda – attuiamo il nomadismo con 600 famiglie in diverse postazioni. Le arnie vengono spostate sul nostro territorio facendo attenzione alle fioriture di quella zona. Negli ultimi anni, anche a causa di un clima particolarmente secco, è diventato molto difficile ottenere produzioni monoflora. Si ottengono così millefiori nei quali viene poi specificato in etichetta la prevalenza di fioritura: di tiglio, castagno o acacia”.
Singolare l’andamento del mercato del miele.
“Da alcuni anni la produzione, sia a livello nazionale che mondiale, è crollata per problemi climatici e di inquinamento ambientale, che influiscono sulla salute delle api. Su scala mondiale, tuttavia, alla diminuzione della produzione non ha corrisposto un significativo aumento del prezzo. Uno scenario più confortante si è avuto in Italia, dove il prezzo è aumentato proprio grazie all’operato del Conapi che ha compiuto scelte importanti in termini di salvaguardia del mondo apistico, anche a Bruxelles, e di tutela delle produzioni di qualità. L’Italia è riuscita a porsi in controtendenza, rispetto all’andamento del mercato mondiale, perché ha scelto di puntare molto sulla produzione biologica e sulla tracciabilità tanto che del nostro miele si sa tutto: dall’apiario al vasetto che finisce sullo scaffale”.
Produrre nel rispetto dell’ambiente ha portato in dote anche dei piacevoli regali. Nei terreni intorno all’azienda Manghi, tra piante mellifere come acacie e grosse siepi di rosmarino, sono rispuntate piante spontanee del territorio come il finocchio selvatico ed il timo serpillo.



