A fine campagna olivicola si teme la diffusione della mosca

bettini oliveto

Alessandra Giovannini

In Emilia Romagna più di 4.000 ettari investiti ad uliveto

“Ottima produzione ma per la qualità dobbiamo aspettare il passaggio al frantoio che ha un ruolo fondamentale”.
Le anticipazioni sulla stagione delle olive sono di Giovanni Bettini che a Tossignano, per meglio dire nel crinale tra Tossignano e Fontanelice nella Vallata del Santerno, segue con passione e amorevole cura, 2.100 piante di olivo, in prevalenza della cultivar Nostrana di Brisighella, per una produzione di circa 12 quintali di oro verde. Testimone ideale, dunque, per qualche notizia sulla prossima raccolta a un mese dell’apertura dei frantoi. “Le cose stanno andando bene. Abbiamo avuto una buona allegagione, la fioritura c’è stata nel periodo di presenza di venti più freddi che hanno danneggiato un po’ la parte bassa della pianta, ma la fascia mediana e alta della chioma, non ha sofferto. Ora tutto dipende dalla mosca olearia. Fino ad ora le alte temperature estive non hanno favorito la sua azione che può portare anche a compromettere la produzione.
GiovanniBettiniA oggi il suo volo è elevato, è la fase più critica e, in queste settimane, vedremo com’è l’evoluzione della situazione. Importante è, adesso, tenere frequentemente sotto controllo il livello di infestazione e decidere, di conseguenza, le forme di lotta più efficaci. Inizierò la raccolta a metà ottobre, il momento centrale dovrebbe essere la prima settimana di novembre”.

La struttura del mercato dell’olio extra vergine prodotto in Emilia Romagna è costituita da circa 3.500 aziende. Sono 4179 gli ettari di uliveto in regione per oltre un milione di piante. Il potenziale produttivo che la coltura dell’olivo attualmente è in grado di esprimere in Regione è di circa 100.000 q.li di olive e 12.000 q.li di olio. La media produttiva negli ultimi anni è però sostanzialmente più bassa a causa delle frequenti fluttuazioni produttive cui la coltura è sottoposta, per le condizioni climatiche proprie di un’area che si trova al limite settentrionale di coltivazione dell’olivo.
controllo moscaLe aree geografiche di riferimento e più importanti per la coltivazione dell’olivo in Regione sono: le valli dei fiumi Marecchia, Marano e Conca in provincia di Rimini, le valli del Rubicone, del Savio, del Bidente e del Montone in provincia di Forlì-Cesena e le valli del Senio e del Lamone in provincia di Ravenna. Un forte incremento della coltura dell’olivo si è registrata negli ultimi anni in provincia di Bologna, in alcune aree collinari e limitatamente ai versanti più riparati dai venti freddi settentrionali. Inoltre, una recente comparsa della coltura dell’olivo si ha anche in alcuni areali delle altre province emiliane.

Le varietà presenti sono la Nostrana, la Ghiacciola, il Correggiolo, la Rossina, il Pendolino, il Moraiolo, il Leccino e il Frantoio.

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