Agricoltura in crisi strutturale: meno burocrazia e più internazionalizzazione - Agrimpresaonline Webzine

Agricoltura in crisi strutturale: meno burocrazia e più internazionalizzazione

Gennaio 2016

Il presidente della Cia di Forlì-Cesena, Guglielmo Mazzoni, considera il 2015 un anno “intenso” e complesso per l’agricoltura.

Tante le cose accadute, a partire da Expo, “un’operazione di successo in termini conoscitivi e di partecipazione, che però non è riuscita a mostrare il vero volto dell’agricoltura, i cui risultati si vedranno proprio nel 2016”. Sull’azione del governo, Mazzoni è positivo: “Bene il risultato della Legge di stabilità, sia per quanto riguarda l’Imu, l’Irap e gli altri interventi relativi al settore, ma i bilanci sono i peggiori degli ultimi anni, tranne che per qualche settore”. Soprattutto la vicenda dell’ortofrutta “ha dimostrato come la filiera agricola sia frammentata e quanto lavoro ci sia da fare per creare un’agricoltura competitiva”.

È stato “un anno di verità” che ha dimostrato “quanto questa riforma della Pac sia cervellotica, burocratizzata al massimo, non capìta dagli agricoltori, che procurerà meno risorse e in maniera non organizzata. Nessuno ha dato il meglio di sé: né le regioni né il ministero né alcuni sindacati”.

Si sono viste le due agricolture dell’Italia, prosegue Mazzoni, quella delle 550 mila aziende che percepiscono meno di 1.250 euro e quella delle 440 mila aziende che percepiscono piu di 1.250 euro.
Ma una cosa è certa: l’Italia agricola non può fare a meno del mondo, lo abbiamo capito dall’embargo russo e dalla minore capacità di spesa dei cinesi. Dunque è bene praticare l’internazionalizzazione non solo come elemento di slogan.

E per il 2016? “Mi auguro che l’agricoltura sia finalmente interpretata nel modo corretto, come un vero settore economico e che, come primo elemento di competitività, si provveda rapidamente nei processi di sburocratizzazione. Ma non solo: che si capisca che l’agricoltura è fatta di lavoro, innovazione e capacità e che finiscano certi slogan che ci hanno tenuto finora imprigionati: tutto questo è semplicemente nelle nostre mani, inutile dare colpe a terzi”.

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