Agricoltura sociale, Mammi: sì all’istituzione di una legge regionale - Agrimpresaonline Webzine

Agricoltura sociale, Mammi: sì all’istituzione di una legge regionale

agricoltura sociale

Claudio Ferri

BOLOGNA – Il sistema agricolo regionale deve andare sempre più nella direzione del precision farming, dell’innovazione tecnologica e della ricerca per far fronte ai pericolosi fenomeni atmosferici sempre più frequenti e imprevedibili che impongono scelte rapide, anche negli investimenti, in tecnologie e meccanismi di difesa.

Lo ribadisce l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi che ricorda come la sfida dei prossimi anni dovrà tenere insieme produttività e sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I settori in difficoltà sono tanti, primo tra tutti quello frutticolo, dove patologie e parassiti di recente introduzione, penalizzano gli agricoltori.

“La filiera dell’ortofrutta, in questi anni, è andata in difficoltà – conferma Mammi – e la Regione Emilia Romagna è in campo con diverse azioni: sono in arrivo 63milioni di euro di indennizzi per la cimice asiatica e abbiamo chiesto, ed ottenuto, la deroga alla 102 per le gelate che consentirà alcuni sgravi alle imprese. Inoltre, abbiamo aperto un confronto con il Mipaaf per chiedere il fondo di solidarietà per la maculatura bruna”

C’è qualche capitolo che riguarda le filiere?
È stato presentato un progetto strategico per il rilancio del settore che prevede sostegno alla filiera, azioni per strutturare le imprese rendendole più competitive, azioni di ottimizzazione logistica e promozione del prodotto. Le risorse comunitarie, in particolare Pac e Psr, e il Recovery Fund, devono essere il volano necessario per riattivare un comparto vitale per la nostra regione e per il paese.

Il rallentamento delle attività economiche dovuto alla pandemia fa segnare il passo alle imprese vitivinicole
Stiamo cercando di affiancare le imprese agricole, che formano una filiera coesa e capace di costruire progettualità strategiche. Il nostro compito è garantire le risorse necessarie agli investimenti, come l’erogazione dei 30milioni di euro in modalità contributi e investimenti ai viticoltori e a 100 cantine di tutto il territorio regionale. È, inoltre, aperto il nuovo bando del valore di 6 milioni di euro per la promozione vinicola verso paesi terzi.

C’è sempre più attenzione all’agricoltura sociale: che tipo di supporto è fornito alle imprese che vogliono sviluppare questo segmento?
La Regione ha inserito la possibilità di attuare azioni di agricoltura sociale nel Psr, finanziando investimenti a quelle imprese che si prestano per offrire servizi a soggetti deboli in accordo con gli enti territoriali, in particolare per la redazione, realizzazione e gestione di progetti di educazione alimentare e educazione alla sostenibilità, supportando gli strumenti utili alla realizzazione dei progetti, in collaborazione con i comuni nei quali sono ubicate le imprese agricole. 

Serve una legge regionale?
Credo ci siano le condizioni per promuovere nei prossimi mesi l’iter di istituzione di una legge regionale dedicata all’agricoltura sociale, per incentivare una produzione agricola innovativa. Potremo lavorarci in collaborazione con le confederazioni agricole del territorio regionale.

Come rendere più incisiva l’azione di controllo della fauna selvatica su aree protette e Atc, Ambiti territoriali di caccia?
La normativa in vigore mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per intervenire efficacemente sulle popolazioni selvatiche. È tuttavia indispensabile, che queste azioni vengano attuate in “contemporanea”, soprattutto nelle zone di confine tra i diversi istituti per evitare inutili e dannosi “spostamenti” della fauna oggetto di prelievo. Gli obiettivi di prelievo previsti dal Piano faunistico devono poi essere raggiunti, in caso contrario prenderemo provvedimenti.

Protezione delle colture: a seguito di aiuti economici e procedure autorizzati dalla Regione per realizzare recinzioni di contenimento, hanno fatto seguito dinieghi da parte di organi ministeriali (Sovrintendenza) per motivi ‘estetici’. Come superare il problema?
Le norme sulla “Tutela del paesaggio” impongono dei vincoli che ricadono anche sui mezzi di prevenzione, con particolare riferimento alle recinzioni fisse, finanziati dalla Regione. Per questo, la Regione ha avviato momenti di confronto con tutte le Sovrintendenze regionali per identificare le caratteristiche idonee per i “presidi di prevenzione” che devono essere installati nei territori sottoposti a vincoli paesaggistici.

Il Parmigiano Reggiano è soggetto a crisi cicliche, come fare per stabilizzare le quotazioni del formaggio?
È indubbio che la gestione commerciale del Parmigiano Reggiano, caratterizzata da grande frammentazione, non contribuisce a istituire una filiera forte e competitiva, capace di sanare un certo squilibrio tra produzione e commercializzazione. I nostri sforzi devono servire a costruire meccanismi di maggiore coesione. Ci sono già strumenti giuridici che se utilizzati consentirebbero ai produttori di mettersi insieme per stabilire anche fasce di prezzo sotto le quali il formaggio non può andare. Ci vuole però la volontà da parte di una forte maggioranza di seguire questa strada.

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