Aperitivi e cene, sempre più reggiani conquistati dalla campagna - Agrimpresaonline Webzine

Aperitivi e cene, sempre più reggiani conquistati dalla campagna

REGGIO EMILIA – Tra i filari di vigna, nei campi di lavanda, circondati da rotoballe di fieno, sulle aie con la dolce luce delle luminarie. Sempre più reggiani scelgono di allontanarsi dal cemento della città e dagli assembramenti delle piazze per un aperitivo o una cena immersi nella natura delle aziende agricole.

Le parole d’ordine sono: genuinità di vino e cibo, bellezza dei luoghi, benessere dello spirito.

“È un fenomeno iniziato da diverso tempo ma che quest’anno ha avuto una vera e propria esplosione sull’intero territorio – afferma Antenore Cervi, presidente Cia Reggio -. Dalla Bassa all’Appennino, dalla zona ceramiche alla Val d’Enza: sono decine gli agriturismi che hanno iniziato a offrire questo nuovo servizio. E, per farlo al meglio, si sono strutturati per cercare di accontentare tutte le richieste.

Oltre ai classici taglieri di salumi nostrani e primi del territorio, nei menù ci sono varie tipi di offerte: pic-nic con cesti o aperitivi d’atmosfera, portate realizzate solo con cibi biologici, a chilometro zero, per vegetariani o vegani, ‘filoni esperienziali di degustazione’. Penso, ad esempio, al Parmigiano Reggiano di varie stagionature accompagnato da marmellate, miele, aceto balsamico.

Naturalmente, tutti i cibi possono essere gustati bevendo lambrusco e altri vini locali, magari gli stessi prodotti direttamente dall’azienda agricola”.

A questi aperitivi, che molto spesso diventano apericene, se non cene vere e proprie, partecipano centinaia di giovani, provenienti anche dalle vicine province: il turismo enogastronomico è un volano eccezionale per il nostro territorio.

Antenore Cervi (Cia Reggio): “Il fenomeno è esploso quest’anno, dopo il lockdown”

Giovani, dicevamo: ma non solo. Sono, infatti, tantissime le famiglie che si avvicinano a questi eventi e colgono l’occasione per godersi la grande qualità dei prodotti e al contempo far giocare i figli nella natura. “Proprio il clamoroso successo di questi appuntamenti ha reso obbligatoria la prenotazione praticamente ovunque – aggiunge Cervi -. E, in diversi casi, i tempi per trovare una serata libera arrivano anche a tre settimane. Il consiglio è quello di allargare al massimo il ventaglio dei luoghi dove si è disposti ad andare. Potrebbe essere l’occasione giusta per conoscere zone del territorio mai visitate prima. Il tempo per provare questa esperienza comunque non manca: tanti agriturismi e imprese agricole proseguono, infatti, la stagione all’aperto fino a settembre inoltrato”.

Cervi è convinto che l’emergenza Covid abbia accelerato “la ricerca di benessere a contatto con la natura. Gli imprenditori agricoli non si sono mai arresi, hanno continuato a lavorare anche nel pieno della pandemia per garantire la produzione di cibo e assicurare la presenza di alimenti sani e freschi sugli scaffali. Ora sono pronti a supportare la ripartenza del nostro Paese. Come? Si attrezzano per offrire servizi innovativi.

Tra questi, appunto, aperitivi e cene nel verde. I nostri uffici hanno ricevuto e stanno ancora ricevendo tantissime richieste per aiutare a ottenere tutte le autorizzazioni e i documenti necessari. Non sarà una moda passeggera. Siamo dinnanzi a una realtà destinata a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni”.

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