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Aziende agricole senza marginalità

Giordano Zambrini

IMOLA – Nelle filiere il valore non viene trasferito alla produzione e, dunque, manca la marginalità. Cia – Agricoltori Italiani Imola ha analizzato i dati emersi negli ultimi mesi e, come spiega il presidente Giordano Zambrini.

“Qualcosa non torna. I numeri legati alla produzione agricola emersi in queste settimane sono tanti e alcuni parlano, naturalmente, di cali produttivi “catastrofici” provocati dalle gelate primaverili mentre altri, come quelli diffusi a luglio dalla Regione nel Rapporto sull’Agroalimentare 2020, appaiono positivi perché parlano di aumenti della produzione generale dell’8% e di un aumento dell’occupazione del 13%.

Naturalmente, pensiamo che questa annata sarà decisamente peggiore della precedente e sarà quasi impossibile avere numeri positivi nel 2021 ma, in attesa di un bilancio finale, mi chiedo: se la produzione aumenta allora perché le aziende sono in crisi da molti anni? Perché i frutteti vengono eradicati, 50mila ettari negli ultimi 25 anni in Regione, e nelle tasche dei produttori arriva, quando va bene, una cifra che copre appena i costi di produzione e, quando spesso va male, lavorano in perdita?

Giordano Zambrini fa un’analisi della situazione 2020 e 2021 e lancia un percorso sindacale aperto alle aziende agricole con lezioni di esperti, tecnici e focus group

Una cosa che appare evidente è che il valore positivo dei numeri non viene trasferito alle aziende e si disperde lungo le filiere. Occorre invece capire, in virtù dell’aumento dei prezzi delle materie prime, quanto pesano i costi di produzione variabili e soprattutto se le organizzazioni di produttori e cooperative, in Italia il 67% della produzione frutticola passa da loro, stanno lavorando per valorizzare i prodotti anche in accordo con i grandi distributori. 

Domande e considerazioni dalle quali dipende la tenuta del settore agricolo e delle aziende e, per questo, Cia Imola ha messo in campo un progetto formativo per i suoi associati, per dare alle aziende degli strumenti concreti.

“Da settembre – continua Zambrini –, abbiamo deciso di aprire un percorso sindacale e formativo, un confronto tra esperti economisti, professori universitari, ricercatori per capire insieme quali percorsi intraprendere, anche a livello di opportunità di mercato e commercializzazione. Il messaggio è chiaro: noi non ci arrendiamo, non vogliamo soccombere al sistema economico ma comprenderlo e cercare di volgerlo a nostro favore, nel limite del possibile.

Perché vanno bene gli aiuti, i fondi, le agevolazioni ma gli agricoltori vogliono poter vivere del loro lavoro, crescendo e specializzandosi per cambiare un sistema che adesso è capace solo di penalizzarli. L’impressione è che se non lo facciamo noi, nessuno lo farà perché anche la politica non si rende pienamente conto di cosa comporta la mancata marginalità per le aziende agricole”. 

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