‘Argentina’ a Cavola di Toano: una nuova stalla per un comune montano - Agrimpresaonline Webzine

‘Argentina’ a Cavola di Toano: una nuova stalla per un comune montano

stalla di Toano

Gianni Verzelloni

Inaugurata da poco una struttura dotata di ogni soluzione moderna

CAVOLA di TOANO (Reggio Emilia) – La sera del 14 luglio scorso Cavola ha visto inaugurare una nuova stalla, dotata di ogni soluzione tra le più attuali; per cominciare è stata sede di un vero e proprio ‘ricevimento’, cui hanno partecipato centinaia di invitati, con la corsia centrale trasformata in una sala per banchetti. Mancavano le vacche, ovviamente, altrimenti non sarebbe stata possibile una cerimonia così affollata.Partiamo quindi a raccontare l’azienda, cominciando dal nome: Società agricola l’Argentina di Bertelli, un nome che deriva dalla località dove si trova, che è appunto l’Argentina, piccolo borgo di Cavola, a sua volta frazione del comune di Toano, nell’Appennino reggiano. I Bertelli sono padre e figlio, la titolarità è del figlio, Gabriele, che – consigliato e seguito dai servizi di Cia – Agricoltori Italiani di Reggio Emilia – ha usufruito per la nuova struttura dei fondi Psr Emilia Romagna destinati ai giovani agricoltori.

“È importante il sostegno economico pubblico – ha ricordato il presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi, presente all’inaugurazione -; questa nuova struttura è un segno importante nel territorio montano. Peraltro, il latte è al centro anche della strategia d’area dell’Appennino reggiano, che attinge fondi consistenti dal Piano aree interne”. Manghi – per inciso – da allora ha fatto un passo avanti, entrando nella Giunta della Regione, essendo diventato sottosegretario alla presidenza in sostituzione di Andrea Rossi, eletto al Parlamento nelle ultime Politiche.
“Il Psr è un volano importante per il territorio, nell’attuale programmazione in particolare per il territorio montano, dove la maggior parte dei fondi hanno sostenuto aziende associate Cia”, ha detto il presidente della nostra associazione provinciale Antenore Cervi, che ha partecipato alla serata inaugurale. È Alfredo Bertelli, l’altro socio (il padre) a raccontare la storia aziendale: l’Argentina è stata da lui comprata nel 2012, con una stalla da 140 capi, non piccola per la realtà della montagna, ma con il nuovo impianto “voluto per il miglior benessere degli animali e per aumentare gradualmente fino a 350 capi”, si realizzerà davvero un grosso salto. La realizzazione della struttura è avvenuta “in otto mesi effettivi, escludendo la fermata nel pieno dell’inverno, quando le nevicate ed il freddo impedivano di proseguire i lavori”. L’investimento – dice – è stato di 890 mila euro, dei quali 420 mila finanziati dal “Piano giovani” (definizione sua, per noi Premio giovani) del Psr.

inaugurazione stallaLa storia di Bertelli è però precedente l’acquisto di questa stalla da latte, essendo da 42 anni commerciante di animali, con due stalle nel modenese, attività ereditata a sua volta dal padre. Si è occupato anche di export di animali verso diversi continenti, ma principalmente con la Germania, mentre sul nostro territorio opera soprattutto in rapporto con le Organizzazioni di produttori.
Gabriele Bertelli, 21 anni, il giovane titolare, descrive la nuova realtà, che dopo pochi giorni ha visto l’immissione nella nuova stalla di 170 capi, per poi crescere fino agli obiettivi prefissati. “Abbiamo una struttura con i migliori criteri per il benessere dei bovini, essa (a parte la platea) è soprattutto in ferro, non è chiusa, garantendo una buona aerazione, le pareti sono ricoperte da reti in plastica, a propria volta garantendo circolazione d’aria. Nelle aree di mangiatoia è stato steso uno strato in resina, per evitare che gli animali nel mangiare arrivino a leccare il cemento del pavimento, cosa che può risultare dannosa per loro”. A proposito degli animali, la stalla ospita in prevalenza bovine Frisone, ma anche Pezzate Rosse e Brune Alpine: “razze che danno qualcosa in più in termini di qualità”. Infine, sottolinea Gabriele “la mungitura è completamente automatizzata, compresa la disinfezione”. Tutta la costruzione, ci tiene a far sapere, è stata realizzata da imprese locali, per quanto possibile, mentre la stalla preesistente sarà destinata alla rimonta. Il latte sarà conferito alla latteria sociale di Cavola, che si trova a poche centinaia di metri e diventa una delle realtà più importanti del territorio montano e del comprensorio del Parmigiano Reggiano.

Ultimi elementi interessanti ce li fornisce il responsabile di zona della Cia montana Claudio Gaspari: “Toano ha, ed avrà ancora di più con il pieno sviluppo di questa azienda, la più alta plv tra tutti i comuni montani d’Italia”.
Per finire ci dà un quadro sintetico dell’agricoltura nell’Appennino reggiano: 12 milioni di q.li di latte sono prodotti da 340 aziende zootecniche, che producono il 90% della Plv di questo territorio, 9 milioni sono i contributi arrivati dal Psr nell’attuale programmazione. Però non c’è solo il bovino da latte: 50 sono le aziende che producono cereali, ci sono poi 20 greggi ovini, mentre ultimamente si sviluppano diverse aziende che si occupano di prodotti del sottobosco.

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