Barbabietola, una coltura resiliente al cambiamento climatico

barbabietola

Alessandra Giovannini

“La barbabietola in riferimento al cambiamento climatico, si conferma competitiva rispetto alle altre colture, grazie alla costante ricerca e innovazione nel campo della genetica”. Lo mette in evidenza Claudio Gallerani, il presidente di Coprob, cooperativa produttori bieticoli, l’unica filiera di zucchero 100% italiano con sede a Minerbio. Le nuove varietà oggi disponibili consentono, infatti, una maggiore resistenza ai cambiamenti climatici e rendono più semplice la coltivazione.

“Di grande interesse – prosegue Gallerani – anche la semina autunnale, che permette un risparmio di acqua e minori trattamenti di diserbo e antiparassitari, con conseguente riduzione dei costi di oltre il 30%. Questo costante impegno di Italia Zuccheri-Coprob per un continuo rinnovamento e sviluppo, conferma a pieno titolo la cooperativa come esempio virtuoso di un’economia circolare sempre più all’insegna della sostenibilità. L’intera produzione di zucchero, infatti, grazie alla certificazione RedCert2, può già avvalersi della dicitura “da agricoltura sostenibile”; inoltre lo zucchero bianco sfuso e confezionato in pacco e astuccio da 1 kg è costantemente monitorato anche attraverso la certificazione Epd (Dichiarazione ambientale di prodotto)”.

Entro i prossimi due anni, sarà inoltre completato il processo di conversione secondo lo standard del Ministero dell’Agricoltura Sqnpi (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata) che ad oggi, con i 16.000 ettari di questa campagna, copre già oltre il 60% della superficie coltivata a bietola.

“La coltivazione della barbabietola da zucchero – aggiunge il presidente di Coprob – è, poi, una delle più virtuose in termini di assorbimento di gas serra (basti pensare che la coltivazione di un ettaro di barbabietola da zucchero assorbe CO2 quanto un ettaro di bosco) e ricopre un ruolo fondamentale all’interno di una corretta rotazione perché migliora la fertilità dei terreni e consentendo una miglior produzione di cereali con margini che aumentano dal 10 al 30%.

Una grande sfida per un’agricoltura innovativa basata sui principi di sostenibilità, garantiti dalla certificazione Sqnpi e Bio che stanno dalla parte dell’ambiente e delle api e che riescono a produrre anche nelle condizioni ambientali più difficili.

Tutto questo è possibile grazie allo sviluppo delle nuove conoscenze e tecnologie e di un grande lavoro di sistema fra tutti gli attori della filiera, dal campo alla tavola”.

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