Capacità di adattamento - Agrimpresaonline Webzine

Capacità di adattamento

Claudio Ferri

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Capacità di adattamento. È un processo che coinvolge la specie animale e vegetale, un percorso lunghissimo – Darwin lo ha certificato anni or sono – che offre qualche chance in più nel superare gli ostacoli. Ricerca genetica e selezione hanno accorciato i tempi che in natura richiedono secoli, ne consegue che mutano anche le interazioni tra uomo e fattori esterni: è qui che entra in gioco la duttilità dell’essere umano nel recepire i cambiamenti, quali essi siano.

Le imprese agricole affrontano a intervalli molto ravvicinati i fattori esterni capaci di condizionare il lavoro dei campi, a partire da quelli economici, i primi ad essere presi in esame dall’imprenditore. Il contesto in cui operano gli agricoltori è articolato e complesso e il parametro economico è, a sua volta, influenzato dal mercato delle materie prime e dai prezzi alla produzione.

Poi c’è il fattore climatico che sempre più impone scelte tecniche, a loro volta onerose.

L’adattabilità degli agricoltori corre parallela a quella dei loro allevamenti, delle loro produzioni, dalle loro colture, spesso vulnerabili e ostaggio di eventi atmosferici, ed è per questo che occorre spesso aggiustare il tiro di fronte alle vecchie e nuove patologie per quel che riguarda il regno vegetale e di epidemie nelle attività zootecniche.
La peste suina, in queste ultime settimane, ha messo in allarme i suinicoltori, ma non meno preoccupati sono gli avicoltori che hanno la spada di Damocle dell’influenza aviaria.

La Confederazione, anch’essa, ha recepito il cambiamento e, per assicurare un servizio alle imprese, ha intrapreso da anni un percorso di ottimizzazione e razionalizzazione, un concetto ampio che abbraccia diversi fattori, a partire dall’accorpamento di alcune aree del territorio e la centralizzazione di servizi essenziali, agevolati dalla possibilità di gestirli attraverso la telematica. Questo comportamento nell’affrontare il lavoro è stato accelerato dalla pandemia che, nella sua drammaticità, ha fornito nuovi spunti nell’organizzazione delle attività lavorative.

Le Assemblee congressuali Cia, che stanno volgendo al termine, hanno portato a sintesi numerosi elementi di criticità e, al contempo, proposte che ‘si adattano’ ai nuovi orizzonti. C’è ancora molto da fare per trovare un punto di equilibrio economico nel sistema Cia a livello regionale, a partire dalle aggregazioni ancora possibili, e forse necessarie. I nuovi organi dirigenti avranno anche questo compito nel difficile esercizio del superamento dei campanili.

Ci sarà capacità di adattamento?

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