Castagne: bilancio positivo per l’Appennino Reggiano - Agrimpresaonline Webzine

Castagne: bilancio positivo per l’Appennino Reggiano

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di Luca Soliani

REGGIO EMILIA – “Una stagione buona all’insegna della qualità”. Claudio Gaspari, ex presidente fondatore, e ora consigliere, della cooperativa di comunità ‘Alti Monti’ di Civago, traccia un bilancio 2020 positivo per le castagne dell’Appennino.“Ne sono stati raccolti circa 60 quintali sui castagneti più alti del crinale dove la media è di mille metri – aggiunge poi con orgoglio, specificando che la cooperativa conta 54 associati provenienti da Villa Minozzo, Toano, Castelnovo Monti e zone modenesi confinanti col reggiano -. Oltre 45 quintali sono stati conferiti e sono venduti nel circuito delle coop, i restanti 15 vengono, invece, essiccati a fuoco lento per un mese intero. La metà è venduta come castagna secca, l’altra è invece macinata in un mulino ad acqua per essere trasformata in farina”.

Gaspari riflette poi sullo stop che hanno subito le numerose ‘feste delle castagne’ che si tengono nei comuni dell’Appennino: “In generale, per i produttori è stato un grosso problema perché sono venute a mancare le occasioni in cui valorizzare l’immagine del prodotto e venderlo direttamente alle migliaia di persone che ogni anno accorrono. Per tante feste, come quella di Marona, non era mai successo di fermarsi un anno. La speranza è che si possa ricominciare nel prossimo autunno”.

Tornando al presente, il bilancio della stagione pare essere buono, non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche economico: “Le castagne sono un prodotto molto ricercato sul mercato. E questo non può che essere positivo per gli imprenditori agricoli che, è bene specificarlo, hanno un guadagno ben lontano dai prezzi che troviamo sugli scaffali dei negozi. Le quotazioni delle storiche varietà locali, variabili in base alla pezzatura, oscillano, infatti, da 1,5 a 2 euro al chilo”.

In conclusione, Gaspari invita i cittadini ad “acquistare castagne del nostro Appennino.

Oltre a dare un prezioso sostegno all’economia del territorio, è un segnale di attenzione alla tutela dell’ambiente e del paesaggio perché si riconosce il fondamentale lavoro di cura dei boschi svolto dai castanicoltori che mantengono viva una cultura contadina fatta di tenacia, passione e tradizioni”.

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