Censimento apistico: numeri in aumento per apicoltori e alveari - Agrimpresaonline Webzine

Censimento apistico: numeri in aumento per apicoltori e alveari

api su favo

Alessandra Giovannini

Il miele e gli apicoltori in primo piano nel Report annuale curato dall’Osservatorio nazionale miele con sede a Castel San Pietro Terme. Nella pubblicazione si può leggere l’andamento produttivo e di mercato per la stagione 2020 di questo prezioso prodotto, ma anche le informazioni dalla Banca dati apistica istituita nel 2009 e che, dal 2017, presenta l’elenco completo del panorama apistico.

Dalle pagine emerge che ci sono in Italia 68.684 apicoltori, in Emilia Romagna sono circa 5.216. Gli alveari presenti sul territorio nazionale sono 1.412.792, in Emilia Romagna sono 117.870. “Tutti numeri in costante aumento –, sottolinea Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio nazionale miele – un segno di vitalità del settore nonostante le tante difficoltà produttive e di mercato che il nostro report evidenzia”. Un’annata difficile, dunque, che conferma la tendenza negativa delle produzioni per cause climatiche e i gravi danni causati all’apicoltura dall’uso dei pesticidi nelle attività agricole.
“Rispetto al 2019, un’annata considerata tra le peggiori di sempre – ribatte Naldi -, la produzione stimata per il 2020 fa registrare un modesto incremento in parte, però, dovuto all’aumento del numero degli alveari”. La produzione italiana di miele per il 2020 si assesta, infatti, in un range che va da 17.500 a 19.500 tonnellate. “Un lieve aumento sì – continua Naldi -, ma siamo ben lontani sia dal livello potenziale di produzione nazionale che raggiunge comodamente le 30.000 tonnellate, sia dai livelli produttivi necessari per mantenere vitali le aziende apistiche”. 

Annata difficile per il miele a causa del cambiamento climatico

Il parere di Giorgio Baracani, vicepresidente di Conapi. “I numeri della banca dati apistica evidenziano un settore ormai maturo, statico. È un settore in osservazione con tanti dubbi sulla testa. Da un lato la passione che ci contraddistingue e dall’altra le tante incognite che rendono sempre più aleatoria questa attività. Il dimezzamento delle produzioni medie ad alveare degli ultimi 10 anni, gli aumentati costi di gestione degli alveari ed un mercato che fatica sempre più nel riconoscere un equo prezzo del miele, in particolare quello delle nostre zone, il millefiori, fanno stare gli operatori con il fiato sospeso cercando di capire cosa li attende all’orizzonte”. 

Tutto perduto? “No. Come rappresentanze del settore stiamo lavorando per creare strumenti che consentano di tutelare il reddito degli apicoltori tramite forme assicurative, ed abbiamo sollecitato le istituzioni nel favorire momenti di incontro con le altre filiere agricole, in modo da confrontarsi sulle rispettive problematiche per trovare soluzioni che portino un reciproco interesse”.

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