In cooperativa il latte trasformato viene pagato meglio che sul mercato - Agrimpresaonline Webzine

In cooperativa il latte trasformato viene pagato meglio che sul mercato

Incontro di Aci agroalimentare sul futuro della filiera Parmigiano Reggiano

REGGIO EMILIA – “La cooperazione nella filiera del Parmigiano Reggiano: centralità e sfide del futuro”, questo il titolo dell’iniziativa tenutasi a Reggio Emilia, presso Hotel Remilia, nel marzo scorso, organizzata e promossa dall’Alleanza delle cooperative italiane – Settore agroalimentare.L’incontro ha visto la partecipazione di Agci Agrital, Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna e Lombardia, e Legacoop agroalimentare Nord Italia. L’evento è stato pensato come momento di confronto degli attori di un comparto prestigioso per l’intero agroalimentare italiano, che per la prima volta si sono ritrovati insieme. Si tratta di un percorso avviato da tempo e che vede progressivamente il coinvolgimento unitario dei caseifici associati per ragionare sul futuro di una filiera strategica, il cui successo dipende dalla partecipazione ampia e condivisa di tutti i soggetti.

Dopo l’introduzione di Cristian Maretti, presidente di Legacoop agroalimentare Nord Italia, sono intervenuti: Simona Caselli, assessore Agricoltura Regione Emilia Romagna; Simona Pigoni, direttore Ocq produzioni regolamentate, con la relazione su “La filiera produttiva cooperativa nel comprensorio del Parmigiano Reggiano”; Paolo Bono, Fedagri Confcooperative Emilia Romagna, su “Performance economiche dei caseifici cooperativi”; Riccardo Deserti, direttore Consorzio tutela Parmigiano Reggiano, su “Le opportunità di mercato per il Parmigiano Reggiano”.

Dei 352 caseifici del comparto il 53% sono soci dell’Alleanza delle cooperative, in crescita rispetto al 49% del 2013. Dato significativo: la liquidazione dei prezzi di conferimento del latte in cooperativa è stata nel 2016 sensibilmente superiore rispetto alla media di mercato di latte da Parmigiano Reggiano. Il mercato totale del Parmigiano Reggiano è cresciuto dal 2000 al 2016 passando da 1,5 a 2,2 miliardi di euro (+50%), da 2,9 a 3,6 milioni di forme (+25%). Crescono i prodotti a servizio aggiunto, come grattugiato e porzionato. Cresce la richiesta del mercato di prodotti con standard elevati e diversificati, come ogm free, zero antibiotici, attenzione al benessere animale.

Le opportunità da sfruttare per la cooperazione del settore sono: lavorare sulla filiera, per investire anche in innovazione, finalizzata alla creazione di valore aggiunto; coniugare qualità e artigianalità con rinnovamento dei processi e dei prodotti; lavorare sull’unità e su una maggiore regolamentazione; valorizzare il prodotto di montagna, di stampo quasi esclusivamente cooperativo. In generale è emerso il ruolo della cooperazione rispetto a questo settore.
La forma cooperativa è in grado di creare valore, reddito e servizi per i propri soci.

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