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Crisi ed embargo russo: danni per miliardi

Intanto scattano, anche se in ritardo, misure a favore del settore ortofrutticolo

ROMA – Il divieto della Russia di importare prodotti agroalimentari dai Paesi che hanno appoggiato le sanzioni dopo la crisi in Ucraina sta causando pesanti conseguenze per le produzioni nazionali. Il blocco, della durata di un anno, coinvolge Unione europea e Stati Uniti, oltre a Paesi come Canada e Australia e riguarda dall’elenco ufficiale carne, pesce, ortofrutta, prodotti lattiero-caseari. Solo nel 2013 le esportazioni italiane in Russia sono cresciute dell’8,2 per cento, per un valore complessivo di 10,4 miliardi e in particolare l’agroalimentare, con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro, rappresenta il 10,3 per cento dell’export totale verso Mosca. Lo stop deciso dalla Russia mette a rischio certo il giro d’affari sul mercato russo di ortofrutta (per 131 mln), carni fresche e lavorate (per 78 mln), latte e derivati (per 51 mln).
Ad oggi invece il blocco non interessa prodotti come vini e spumanti, in costante crescita in Russia, con 260 milioni di fatturato e percentuali in aumento rispettivamente del 12 per cento e del 49 per cento nell’ultimo anno.

Il Ministero dell’Agricoltura in questo contesto ha apportato variazioni e miglioramenti alle misure comunitarie per fronteggiare la crisi della frutta estiva ed ha adottato le modifiche al Regolamento Delegato contenente misure eccezionali per pesche nettarine e del provvedimento per misure straordinarie per gli altri prodotti ortofrutticoli.
“Esprimiamo un vivo apprezzamento per l’operato del Dicastero agricolo pur consapevoli della tardività delle misure per le pesche e della limitatezza dei fondi e delle misure per tener conto di tutte le produzioni ortofrutticole colpite dalla crisi”, commenta Agrinsieme.

“Il nostro Ministero – continua Agrinsieme – ha ottenuto importanti miglioramenti, tra i quali l’aumento per le Organizzazioni dei produttori, della contribuzione comunitaria al 75% per i ritiri diversi dalla distribuzione gratuita, per mancata raccolta e raccolta verde (non applicabili questi a pesche e nettarine). Inoltre è stata confermata la retroattività delle misure applicabili a pesche e nettarine dall’11 agosto e l’aumento della contribuzione comunitaria al 100% per la distribuzione gratuita nel caso di produttori non associati alle OP”.
Tra le altre novità contenute nel Regolamento delegato un’ulteriore flessibilità nella gestione delle operazioni di ritiro all’interno del Programma operativo, con l’aumento dal 5 al 10% dei volumi ritirabili per le altre destinazioni e infine la ricomprensione dei costi di confezionamento e trasporto per la distribuzione gratuita sia per le pesche che per gli altri ortofrutticoli. “Auspichiamo ora – così conclude Agrinsieme – che in occasione del prossimo Consiglio Agricoltura il Ministro Martina insieme ai suoi colleghi francesi e spagnoli possa ulteriormente migliorare il quadro delle misure a medio e lungo termine destinate a fronteggiare la crisi dell’embargo russo”.

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