Dal produttore al consumatore (farm to fork): la strategia della Commissione Ue

rotoballe
Il ‘patto verde’ (green deal) è un ambizioso progetto per concretizzare la trasformazione sostenibile degli Stati membri: una sintesi della proposta Von Der Leyen

BOLOGNA – La strategia “dal produttore al consumatore”, o ‘farm to fork’, è al centro del green deal europeo (letteralmente ‘nuovo patto verde’) che descrive le modalità per rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Questo modello indica un nuovo progetto per la crescita sostenibile e inclusiva per stimolare l’economia, migliorare la salute e la qualità della vita delle persone nonché una maggior attenzione all’ambiente. Si tratta di un’importante svolta ambientale della Commissione Ue ‘targata’ Ursula Von Der Leyen che ha come obiettivo principale quello di trasformare il Vecchio Continente nel primo blocco di Paesi a impatto climatico zero entro trent’anni.
Questa strategia è, inoltre, un elemento centrale dell’agenda della Commissione per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) delle Nazioni Unite in cui tutti i cittadini, e non solo dell’Unione europea e altrove, dovrebbero beneficiare, in particolare a seguito della pandemia di Covid-19 e della recessione economica. La finalità del Piano europeo è quella di giungere ad un sistema alimentare a basso impatto ambientale capace di apportare benefici ambientali, sanitari e sociali, offrire vantaggi economici e assicurare che la ripresa dalla crisi conduca ad un percorso sostenibile. Per il successo di questo nuovo approccio produttivo, e di vita, è essenziale garantire un supporto agli agricoltori che sono ancora svantaggiati in termini di reddito.

Mantenere la popolazione e il pianeta in buone condizioni di salute è quindi un obiettivo da conseguire, soprattutto a seguito della pandemia, ma anche per l’aumento della frequenza di siccità, inondazioni, incendi boschivi e nuovi organismi nocivi: elementi che ci ricordano come il nostro sistema alimentare è minacciato e deve diventare più sostenibile.

farm to fork

Il settore agricolo dell’Ue è l’unico grande sistema al mondo ad aver ridotto le emissioni di gas a effetto serra (del 20 % dal 1990). Tuttavia, anche all’interno dell’Ue, questo percorso non è stato lineare né uniforme tra uno Stato membro e l’altro. Sebbene la transizione dell’Ue verso sistemi alimentari sostenibili sia iniziata in molte aree, l’Ue ritiene che i sistemi alimentari restino una delle principali cause dei cambiamenti climatici, di qui la necessità di ridurre la dipendenza da fitofarmaci e antimicrobici, ridurre il ricorso eccessivo ai fertilizzanti, potenziare l’agricoltura biologica, migliorare il benessere degli animali e invertire la perdita di biodiversità.
La legge sul clima fissa l’obiettivo di un’Unione climaticamente neutra nel 2050. Entro settembre 2020 la Commissione presenterà un piano degli obiettivi climatici per il 2030, volto a modificare al rialzo l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra portandolo al 50% o al 55% rispetto ai livelli del 1990. La strategia “Dal produttore al consumatore” stabilisce quindi un nuovo approccio per garantire che l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e la catena del valore alimentare contribuiscano adeguatamente a tale processo.

Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, la nutrizione e la salute pubblica

La strategia rimarca la necessità di assicurare a tutti l’accesso ad alimenti nutrienti e sostenibili in quantità sufficienti che rispettino standard elevati in materia di sicurezza e qualità, salute delle piante e salute e benessere degli animali.

Rendimenti economici più equi

L’accessibilità economica è un altro aspetto importante, generando nel contempo rendimenti economici più equi nella catena di approvvigionamento, garantendo l’integrità del mercato unico, la salute e la sicurezza sul lavoro.

Sostenibilità della produzione alimentare

Tutti gli attori della filiera alimentare devono fare la loro parte per assicurarne la sostenibilità. Gli agricoltori, i pescatori e i produttori del settore dell’acquacoltura devono trasformare i loro metodi di produzione in modo più rapido e sfruttare al meglio le soluzioni basate sulla natura, sulle tecnologie, sul digitale e sullo spazio per conseguire migliori risultati climatici e ambientali, aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e ridurre e ottimizzare l’uso di fattori di produzione (ad esempio fitorfarmaci e fertilizzanti). Queste soluzioni richiedono investimenti dal punto di vista umano e finanziario.

Agricoltura e sequestro di carbonio

Un esempio di nuovo modello di business verde è il sequestro del carbonio da parte di agricoltori e silvicoltori. La Commissione elaborerà un quadro normativo per la certificazione degli assorbimenti di carbonio basato su una contabilizzazione del carbonio solida e trasparente al fine di monitorare e verificare l’autenticità degli assorbimenti.

Bioeconomia circolare

Le bioraffinerie avanzate, ad esempio, producono biofertilizzanti, mangimi proteici, bioenergia e sostanze biochimiche offrono opportunità per la transizione verso un’economia europea a impatto climatico zero e la creazione di nuovi posti di lavoro nella produzione primaria. Gli agricoltori dovrebbero sfruttare le possibilità di ridurre le emissioni di metano provenienti dall’allevamento del bestiame sviluppando la produzione di energia rinnovabile e investendo in digestori anaerobici per la produzione di biogas da rifiuti e residui agricoli, come il letame.

Riduzione fitofarmaci

La Commissione intraprenderà azioni ulteriori per ridurre, entro il 2030, l’uso e il rischio complessivi dei prodotti chimici del 50% e l’uso dei fitofarmaci più pericolosi del 50%. Per preparare la strada alle alternative e mantenere i redditi degli agricoltori, la Commissione adotterà una serie di misure: rivedrà la direttiva sull’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci, rafforzerà le disposizioni in materia di difesa integrata e promuoverà un maggiore utilizzo di metodi alternativi sicuri per proteggere i raccolti da organismi nocivi e malattie. La difesa integrata incoraggerà l’uso di tecniche di controllo alternative, quali la rotazione delle colture e il diserbo meccanico, e sarà uno dei principali strumenti per ridurre l’uso della chimica in generale, e dei fitofarmaci più pericolosi in particolare, nonché la dipendenza da essi. La Commissione collaborerà, inoltre, con gli Stati membri al fine di estendere l’applicazione di tecniche di fertilizzazione di precisione e pratiche agricole sostenibili, in particolare nei settori critici dell’allevamento intensivo del bestiame e della trasformazione dei rifiuti organici in fertilizzanti rinnovabili.
Il 68% della superficie agricola totale nell’Ue è destinato alla produzione animale. Per contribuire a ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione animale, l’Ue agevolerà l’immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi e intende introdurre norme volte a ridurre la dipendenza da materie prime per mangimi critiche (ad esempio soia coltivata su terreni disboscati), promuovendo le proteine vegetali coltivate in Europa e materie prime per mangimi alternative.

Etichettatura per il benessere animale

Verranno prese in considerazione opzioni per l’etichettatura relativa al benessere degli animali per una migliore trasmissione del valore lungo la filiera alimentare.
Promuovere agricoltura biologica
Il mercato degli alimenti biologici è destinato a continuare a crescere e l’agricoltura biologica deve essere promossa ulteriormente: ha effetti positivi sulla biodiversità, crea posti di lavoro e attrae giovani agricoltori e i consumatori ne riconoscono il valore.
La Commissione presenterà un piano d’azione sull’agricoltura biologica per raggiungere l’obiettivo di almeno il 25% della superficie agricola dell’Ue investita a agricoltura biologica entro il 2030 e un aumento significativo dell’acquacoltura biologica.

Sostegno della Pac e obiettivi da raggiungere

La transizione deve essere sostenuta da una Pac incentrata sul green deal. La nuova Politica agricola comunitaria mira ad aiutare gli agricoltori a migliorare le loro prestazioni ambientali e intende garantire un reddito dignitoso agli agricoltori. La Commissione formulerà raccomandazioni per ciascuno Stato membro per quanto riguarda i nove obiettivi specifici della Pac, e presterà particolare attenzione al conseguimento degli obiettivi del green deal, della presente strategia e di quella sulla biodiversità per il 2030. L’Ue inoltre chiederà agli Stati membri di fissare valori nazionali espliciti per tali obiettivi.

Riduzione imballaggi e monitoraggio su marketing agroalimentare

L’Ue promuoverà la riduzione degli imballaggi e le campagne di marketing che pubblicizzano prodotti a prezzi molto bassi devono essere evitate. La Commissione monitorerà tali impegni e prenderà in considerazione l’adozione di misure legislative qualora i progressi si rivelassero insufficienti.

Consumi sostenibili e connessioni web capillari

Al centro della strategia la promozione di un consumo alimentare sostenibile e agevolare il passaggio a regimi alimentari sani e a basso impatto ambientale; la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari; contrasto alle frodi alimentari lungo la filiera alimentare; sviluppo ricerca, innovazione, tecnologia e investimenti; mettere a disposizione degli agricoltori nelle zone rurali una connessione internet veloce e affidabile.

 

Green deal: approfondimenti

Ulteriori approfondimenti nei pdf:
– Green Deal Cia Agricoltori italiani
– Strategia Biodiversità
– Strategia Dal produttore al consumatore

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