Export agroalimentari, Emilia Romagna in testa

Giugno 2014

A compensare una annata del comparto agroalimentare, quella del 2013, che ha fatto segnate tre punti in meno in termini di Produzione lorda vendibile, c’è un dato di rilievo, ovvero che l’export in Emilia Romagna ha fatto registrare un più 5,4%.

L’annuale rapporto Agroalimentare presentato da Regione e Unioncamere a Bologna evidenzia inoltre che L’Emilia Romagna è la prima regione esportatrice, con una quota del 16% del dato nazionale.

“Vogliamo crescere ancora – ha detto l’assessore regionale all’agricolturaTiberio Rabboni – perché siamo la terra della Food Valley, abbiamo la più alta  quota di prodotti Dop e Igp e grandi marchi famosi nel mondo”.
Per Rabboni la ricetta per competere sui mercati sta in un rafforzato gioco di squadra  a livello nazionale. “Dobbiamo muoverci in sintonia con i recenti provvedimenti assunti dal Governo, per contrastare le barriere non tariffarie e per garantire anche fuori dall’Europa la tutela dalle contraffazioni delle nostre più importanti Dop Igp. Per questo è indispensabile che anche l’accordo di libero scambio che si sta predisponendo tra Ue e Usa sia sulla falsariga di quello con il Canada che introdotto anche in quel Paese il riconoscimento dei prodotti a denominazione d’origine europei” – ha sottolineato l’Assessore, ricordando l’accordo in corso con lo Stato del Delaware per l’esportazione di Pere Abate e delle altre Dop e Igp dell’Emilia-Romagna.

Tra i recenti provvedimenti del Governo richiamati da Rabboni anche la decisione per il prossimo anno di  triplicare i fondi per la commercializzazione e promozione delle Dop e Igp in Usa e Canada attraverso la grande distribuzione organizzata.
Proprio per concorrere al gioco di squadra nazionale l’assessore ha indicato la necessità che Regione e Unioncamere “indirizzino su Canada, Stati Uniti e Cina le proprie iniziative di accompagnamento all’estero delle piccole imprese agroalimentari, integrando tale azione con la formazione di reti di impresa e aggregazioni commerciali che possano agire autonomamente”.

Dal canto suo la Regione aiuterà le imprese agroalimentari dell’Emilia-Romagna ad andare sui mercati esteri, sia  grazie alle risorse dell’Ocm vino (circa 9 milioni di euro all’anno per la promozione extra Ue), sia attraverso le risorse del nuovo Psr espressamente destinate alla promozione e alle reti di impresa per la commercializzazione sui paesi esteri.

Anche per Maurizio Torreggiani presidente di Uniocamere, “il primato dell’Emilia-Romagna nell’export di prodotti agroalimentari va considerato un punto di partenza. Sta a noi, come sistema territoriale, lavorare d’iniziativa per aumentare il numero delle imprese esportatrici aiutandole a cogliere le opportunità. Le Camere di commercio sono impegnate a sostenere il riposizionamento delle aziende nello scenario internazionale, agendo in sinergia con i principali soggetti, a cominciare dalla Regione. Raccogliere la sfida di Expo 2015 significa puntare a ottenere ricadute permanenti sullo sviluppo del territorio regionale”.

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