Festa della donna e settore agricolo: non solo 8 marzo! - Agrimpresaonline Webzine

Festa della donna e settore agricolo: non solo 8 marzo!

Marzo 2016

Ricorre ogni anno, l’8 marzo, la giornata internazionale della donna, per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo.

Secondo Mara Biguzzi, direttrice della Cia di Forlì Cesena, in agricoltura le cose stanno cambiando per davvero. A evidenziare queste trasformazioni è soprattutto il dato che nell’ultimo anno le ragazze under 34 che hanno scelto di dedicarsi al primario sono aumentate di oltre il 75%.

“Questi numeri però – sottolinea – non sono merito delle istituzioni ma della grande capacità delle donne italiane di comprendere le virtù e le possibilità del primario. C’è poi un’altra considerazione che ritengo opportuno fare: il mondo agricolo è considerato da molti come uno dei più retrogradi e conservatori, ma la verità è ben diversa ed è ora che si cominci a osservarla e riconoscerla per come realmente è.”

La Biguzzi ha interpellato alcune colleghe e alcune imprenditrici agricole socie cercando di capire come sia cambiato il ruolo della donna nel settore negli ultimi dieci anni e, in base alla loro esperienza, cosa consiglierebbero ad altre rappresentanti del gentil sesso che vogliano intraprendere un percorso simile.

“Il mondo del lavoro – commenta Manuela Guidi, direttrice del Patronato Inac – deve ancora dare spazio alle donne, in quanto siamo ancora abbastanza in minoranza e far carriera è sempre un processo in salita rispetto all’uomo. Si percepisce ancora purtroppo il pensiero di una inferiorità lavorativa della donna: bisogna perciò tirar fuori le unghie e sgomitare di più, per riuscire a conquistare una posizione analoga a quella dell’uomo. Per mia esperienza, le donne che raggiungono anche ruoli di prestigio hanno uno spessore maggiore, dettato sicuramente dal fatto di aver lottato un po’ di più per arrivarci; inoltre appaiono più attaccate e fedeli all’azienda, registrando minori cambiamenti all’interno della propria carriera lavorativa”.

“Sia per le donne sia per gli uomini, lo spirito di sacrificio è una componente fondamentale – sostiene Liliana Pedrelli, anima dell’azienda Biofrutta. Quello agricolo è un settore che richiede dedizione, impegno quotidiano e continuativo. La passione è il motore che fa parte di qualsiasi approccio al mondo agricolo. Per ottenere rispetto ci vuole determinazione, ovvero sentirsi alla pari. Contestualmente con le attività sociali, il ruolo della donna è cambiato: ci si è resi conto che alcune sue attitudini sono utili perché cerca di costruire. È una persona più razionale, meno impulsiva e meno dedita a un’attività speculativa e, poi, con le donne il business ha una visione a lungo termine.
È stato abbondantemente abbattuto il tabù secondo il quale la donna non poteva svolgere determinati ruoli. La conoscenza mi ha resa libera. Il mio consiglio? Non mollare mai e custodire, far tesoro della propria terra”.

“Negli ultimi anni siamo finalmente riuscite a esprimere il nostro potenziale, la nostra professionalità, la forza e la passione, la progettualità e le capacità manageriali – spiega Greta Rani, giovane titolare dell’agriturismo ‘La terra dei kaki’. Ritengo però che l’agricoltura non sia mai stato un ambito nuovo per la donna. Secondo l’Istat, le quote rosa sono in aumento, ma credo che alla base di tutto ci voglia la passione per la terra e la vita rurale. Ma non siamo forse preparate, psicologicamente e fisicamente, o per retaggi familiari, a guidare un’azienda agricola a tutto tondo. Le donne come me sono così perché possiedono un background familiare, che ha permesso loro il contatto con la terra e con tutti gli aspetti connessi. La mia scelta è stata praticamente naturale verso l’attività che svolgo oggi e che spero di continuare in futuro. Ringrazio inoltre la mia famiglia per aver sposato la mia causa, in quanto l’agricoltura non ha gli stessi orari di un impiego d’ufficio”.

“Questo 8 marzo – rivela Anna Soldati, grintosa imprenditrice di un’azienda nella collina forlivese – è stata una giornata lavorativa normale. In passato vigeva comunque un approccio di scetticismo per il ruolo della donna nel settore: è dagli anni novanta che, grazie al mio lavoro e al mio impegno, mostro a tutti di che pasta sono fatta! Noto che, nel settore, la componente femminile è elevata, a qualunque livello di occupazione; molti rimangono ancora scioccati da una donna che guida potenti trattori in una zona impervia come la collina! Sono sicura che, ogni giorno, mettiamo una pietra in più a favore sia di noi stesse sia della comunità”. In merito all’aggregazione tra donne in un settore prettamente maschile, Anna parla di una buona sinergia con altre imprenditrici, a livello sia locale sia nazionale. “Per le future generazioni o per chi voglia approcciarsi al settore dico: donne, siate positive e determinate nel perseguire i vostri progetti!”.

“Come consiglio – conclude Mara Biguzzi – posso dare quello di non sentirsi mai, in qualsiasi situazione, una persona inferiore all’uomo a livello di intelligenza e capacità, anche se in campagna si è portati a cercare ancora più una figura maschile che femminile. Veniamo messe alla prova continuamente, quindi abbiamo bisogno di basi più solide e più ampie. Rispetto alle vecchie generazioni un passo avanti è stato fatto, ma ancora tanti dobbiamo farne”.

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