
Ottobre 2016
Lucia Betti
RAVENNA – Sopred, cooperativa ravennate di secondo grado con circa 900 soci, comprese le Cab, dei quali circa 400 attivi ogni anno e una sessantina di dipendenti, senza la meccanizzazione non sarebbe la realtà che è.
Da oltre 50 anni disidrata e confeziona erba medica, “la regina delle foraggere”, ma anche paglia di cereale, per l’alimentazione diretta delle bovine da latte e per la mangimistica. La cooperativa realizza sia prodotto altamente proteico destinato al bestiame da produzione, sia foraggio meno proteico per cavalli o simili. La potenzialità dell’impianto può lavorare 60 mila tonnellate annue in balloni e pellet. Nel corso degli ultimi dieci anni le dinamiche di mercato sono notevolmente cambiate: in Italia è andata sempre più diminuendo la domanda di foraggi per le problematiche legate ai prezzi del latte e alle economie di stalla e, in generale, sono calati gli allevamenti di bestiame; in altri Paesi, invece, l’interesse per l’import di foraggi è andato crescendo. Sopred destina l’80% del prodotto all’esportazione.
Sopred ha sempre investito nella meccanizzazione: per il risparmio energetico, che incide notevolmente sul fatturato, e per essere competitiva su un mercato per nulla facile. Sono gli Stati Uniti ad imporre i propri standard nel mondo, avendo dalla loro parte un clima favorevole, ed estensioni favorevoli, che permettono di trasformare la medica direttamente dal campo. Inoltre, altri fattori rendono complicata la concorrenza come il minor costo dell’energia in Francia e le disponibilità di estensioni e d’irrigazione in Spagna.
Nel frattempo altri Paesi, come Romania o Argentina, stanno investendo molto sul questo foraggio, incentivati anche da sostegni dei loro governi. “La meccanizzazione per noi è l’unico modo per commercializzare e valorizzare il prodotto. A questa latitudine le tecniche industriali di raccolta, trasformazione e confezionamento della medica ci permettono di esportare l’80% del prodotto – spiega il direttore Riccardo Severi – ed è un’importante opportunità di filiera. In qualsiasi condizione climatica di raccolta possiamo disidratare ed essiccare la medica nella sua parte più nobile esaltando al meglio le qualità nutritive del prodotto e apportando notevoli benefici nutrizionali al prodotto finale, garantendo qualità certificata, elevata e costante. Ogni anno investiamo per migliorare il processo produttivo degli stabilimenti, che devono essere sempre all’avanguardia e al passo con i progressi che si ottengono in campo. L’erba medica disidratata è migliore per le qualità nutrizionali e più conveniente del normale fieno di medica essiccato in campo”.
Dopo la falciatura, ranghinatura e trinciatura in campo, le operazioni negli stabilimenti sono quelle di disidratazione, pulitura (per eliminare metalli e altre impurità quali residui di sassi, terra, vetri), sanificazione (con temperature non inferiori a 100°C) e confezionamento ad alta densità (in balloni quadrati e pellet). A questo punto il prodotto può partire per raggiungere la meta.
Giappone e Paesi mediterranei (Arabia Saudita, Emirati Arabi e Iran), con problematiche legate al territorio o all’approvvigionamento dell’acqua, sono realtà molto interessate all’importazione. In alcuni le politiche governative limitano l’utilizzo dell’acqua attraverso sussidi per l’acquisto di prodotto. Gli Emirati Arabi, ad esempio, utilizzano la medica disidratata, più proteica, prevalentemente per un numero elevato di dromedari, cammelli e altro bestiame, mentre il foraggio meno proteico per i cavalli. E, inoltre, commercializzano il prodotto importato in tutto il mondo.
Oltre che in alta tecnologia, Sopred concentra i propri investimenti per la sicurezza sul lavoro delle maestranze e per il marketing. “L’ultima fiera – racconta il direttore Severi – è stata quella in Arabia Saudita. Insieme all’Associazione Italia Foraggi, due anni fa, abbiamo avviato le procedure per vendere in Cina e ora, dopo l’ispezione dei commissari, siamo in attesa di ricevere l’accreditamento: stiamo cercando di dare ampio spazio al valore del prodotto italiano”.
Sopred, da un paio d’anni a questa parte, ha deciso di anticipare la falciatura del foraggio ed erba medica ai primi di aprile: il foraggio giovane è ricco di fibre e povero di proteine, caratteristiche molto ricercate anche a livello nazionale per la maggior digeribilità. Questa scelta permette altresì al produttore di dedicarsi al seme. Sopred, infatti, intende valorizzare ulteriormente l’erba medica cercando di integrarsi con la produzione del seme. Ed è qui che entra in gioco Apros, società agricola cooperativa che da oltre 40 anni svolge attività nel settore sementiero e si occupa delle fasi di moltiplicazione del seme. “Sopred e Apros sono la squadra vincente dell’erba medica. Vogliamo creare più filiera, dal campo alla stalla – afferma Severi – e fare seme significa continuare la produzione di erba medica”.



