Il frumento non può essere solo considerato come una commodity - Agrimpresaonline Webzine

Il frumento non può essere solo considerato come una commodity

Agosto 2016

Non ci sono ancora dati certi sulla produzione di frumento nel ferrarese, ma una certezza c’è ed è quella di quotazioni di mercato che hanno raggiunto il punto più basso degli ultimi anni.

“Produrre frumento – commenta Stefano Calderoni, presidente provinciale Cia Ferrara – è necessario per la rotazione colturale che prepara il terreno per le colture dell’anno successivo ed è un requisito della Politica agricola comune. Ma come possono gli agricoltori continuare a produrlo in queste condizioni, senza riuscire a coprire i costi di produzione? La tentazione è di fare un vero e proprio “sciopero del grano”, lasciando incolti i terreni destinati ad essere investiti a frumento. Siamo arrivati, infatti, a vivere un vero e proprio paradosso agricolo ed anche culturale: conviene di più per il reddito delle aziende non coltivare che coltivare grano. Uno sciopero di questo tipo sarebbe un segnale forte e chiaro nei confronti di un mercato dove sono in gioco dinamiche diverse da quelle strettamente commerciali.

Siamo consapevoli, infatti, che i prezzi sono dettati da situazioni macroeconomiche complesse, ma in gioco ci sono interessi politici – vedi l’eliminazione dei dazi e l’ingresso di grandi quantità di frumento dall’Ucraina – che favoriscono gli interessi di tutti, tranne quelli degli agricoltori. Inoltre, in questo contesto sembra quasi che il frumento sia davvero solo una commodity dove non conta tanto la qualità, ma prezzo e disponibilità. Invece la qualità, soprattutto del grano duro, conta eccome.

Ed è quella che le Organizzazioni di produttori dovrebbero valorizzare in maniera più decisa e remunerativa, molto di più di quello che hanno fatto sinora, perché il destino della cerealicoltura è davvero appeso ad un filo che non può e non deve essere spezzato da speculazioni e accordi politici”.

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