"Agricoltura in frenata, serve una politica più coraggiosa" - Agrimpresaonline Webzine

“Agricoltura in frenata, serve una politica più coraggiosa”

FERRARA – Un anno e mezzo fa, a gennaio 2020, prima che il mondo intero fosse colpito da un’inaspettata e terribile pandemia, siamo scesi in piazza per protestare contro la crisi del settore. Il nostro slogan era, ed è, attualissimo: “il tempo è finito”.

È finito il tempo dell’agricoltura come “Cenerentola” della nostra economia ed è arrivato quello delle grandi riforme strutturali: o si fanno ora o non si faranno mai più” – spiega Fabiana Protti, membro della Giunta, imprenditrice agricola e contoterzista di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, osservando i dati diffusi dall’Istat sull’andamento dell’economia agricola. 

Secondo l’Istituto di Statistica, l’agricoltura, già colpita da una lunga crisi e da molte difficoltà produttive e di mercato, ha pagato a caro prezzo gli effetti della pandemia che ha dato il “colpo di grazia”, soprattutto ad alcuni comparti. Se i volumi produttivi si sono ridotti solo, si fa per dire, del 3,2%, per il settore agrituristico c’è stato un crollo del 60,8%. Hanno subito danni anche le attività di sistemazione di parchi e giardini (-25%) e, ovviamente il florovivaismo, che ha perso l’8,4% con il blocco, quasi ininterrotto, delle cerimonie.

“Nel ferrarese – continua Fabiana Protti -, l’anno e mezzo di pandemia ha messo a dura prova le attività legate alla multifunzionalità agricola, dagli agriturismi alle fattorie didattiche, ma anche i floricoltori che esportano i loro prodotti o lavorano per i numerosi eventi e cerimonie che animano i nostri Lidi durante la stagione estiva e poi i produttori ortofrutticoli che hanno perso, con la chiusura prolungata dei ristoranti e degli hotel, uno sbocco essenziale come quello del canale Horeca.
A questo, si aggiungono naturalmente, le abituali difficoltà produttive e di mercato: penso, in particolare, alle gelate primaverili che hanno provocato gravi danni alla frutta e comprometteranno i volumi produttivi delle pere, una delle nostre eccellenze.

Una situazione di difficoltà generalizzata che riassumo in una frase: le nostre aziende non ce la fanno più. 

Anche nel ferrarese molte difficoltà per il settore florovivaistico, ortofrutticolo e multifunzionale: il commento dell’imprenditrice Fabiana Protti

Per questo chiediamo, e Cia nazionale sta lavorando molto in questo senso, una politica di crescita coraggiosa legata soprattutto ai fondi del Recovery Plan.  Ci aspettiamo l’estensione delle misure di Industria 4.0 anche al settore agricolo per garantirne la competitività; provvedimenti mirati sulla gestione del rischio per proteggere le nostre aziende dai danni, ormai ciclici, dovuti ai cambiamenti climatici; la possibilità di cedere il credito d’imposta che, adesso, ci è preclusa. 

Serve una vera e propria scossa – conclude l’imprenditrice di Cia Ferrara -, un processo innovativo urgente che passi anche per l’ammodernamento delle infrastrutture e del parco macchine, da una migliore movimentazione delle merci e dalla non più rinviabile digitalizzazione del sistema burocratico. Solo con queste riforme, più liquidità e incentivi, si può pensare a un settore agricolo che ‘rinasce’ più forte e competitivo”.

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