Il ‘re dei formaggi’ fa discutere: “consumatori confusi” - Agrimpresaonline Webzine

Il ‘re dei formaggi’ fa discutere: “consumatori confusi”

Settembre 2015

MONTECHIARUGOLO (Parma) – “Oggi il vero problema è continuare a produrrre latte sapendo di non fare reddito. Non so chi potrà applicare il nuovo disciplinare produttivo, se continua così credo che molti produttori smetteranno prima”.

Ilenia Rosi, presidente della Cia di Parma, intervenendo domenica 30 agosto al convegno organizzato a Monticelli nell’ambito della “Festa del Parmigiano”, ha lanciato un vero e proprio s.o.s. di fronte ad una platea impegnata a discutere di quote latte e disciplinare. Dopo vari interventi la Rosi ha avuto il merito di affermare un concetto basico che possiamo così sintetizzare: siamo all’ennesima emergenza agricola, i produttori lavorano in perdita, o si riesce a mettersi intorno ad un serio tavolo interprofessionale, e magari mettere in moto un ritiro di forme, oppure a ritirarsi saranno parecchi produttori.

Ma perchè siamo arrivati a questo punto? Perchè vendiamo un formaggio straordinario ad un prezzo così basso? Nicola Bertinelli, produttore, ha dato questa risposta: “perchè non siamo capaci di distinguerci nel mondo dei formaggi a pasta dura. E siamo noi i primi a confondere le idee al consumatore – ha proseguito Bertinelli – basta pensare al ‘rigato’ venduto allo stesso prezzo dello ‘scelto’, oppure al fiorente mercato dello ‘sbiancato’. Se non siamo capaci di dare al consumatore il meglio, si apre un varco sempre maggiore ai formaggi similari tipo Gran Moravia, dove non c’è gara visti i loro prezzi che viaggiano dai 3 ai 5 euro al chilo”.

Giuseppe Alai, presidente del Consorzio di tutela, ha ribadito che la situazione è pesante, ma che il Consorzio non è un’ambulanza, che non esiste un tasto da premere per salvare la filiera. Ci sono almeno tre questioni però su cui lavorare da subito: avviare una seria politica sulle Dop, continuare a lavorare sulla qualità, sanzionare chi non rispetta le regole. Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura ha chiuso l’iniziativa parlando del comparto e del suo “potenziale incredibile”.

“Non possiamo arretrare sul versante della qualità – ha sostenuto la Caselli – ma possiamo garantire una sorta di stabilità nel lattiero caseario. Oggi, senza quote c’è il rischio che si affermi l’idea che da soli è meglio, al contrario, non vedo l’ora di vedere un’interprofessione che viene a bussare alla mia porta”.

Ancora una volta la parola magica è aggregare, mettersi insieme, ci sono risorse del Psr destinate a questo scopo, abbiamo esempi positivi come la filiera del pomodoro. Intanto mucche e allevatori continuano a scappare.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat