
Marzo 2015
Il 27 febbraio scorso si è svolto, presso L’Aula Magna dell’Istituto tecnico agrario di Cesena, un incontro tra l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia di Forlì-Cesena e gli studenti delle classi 5e dell’Istituto.
Davanti ad un centinaio di ragazzi, il coordinatore provinciale dell’Agia Matteo Pagliarani ha parlato del ruolo dell’associazione giovanile, che opera all’interno della Confederazione italiana agricoltori e si prefigge di esserne un “valore aggiunto”, arricchendo l’azione confederale.
L’attività dell’Agia, informa Pagliarani, intende promuovere l’inserimento dei giovani in agricoltura e valorizzare coloro che già vi operano attraverso proposte politiche, normative ed economiche. I suoi obiettivi sono: rendere protagonisti i giovani agricoltori; difendere e promuovere la loro professionalità; intraprendere azioni ed iniziative volte a realizzare un effettivo miglioramento della qualità della vita, del reddito e dell’utile in agricoltura, ed è soprattutto indirizzata ad agevolare il ricambio generazionale attraverso l’inserimento dei giovani nell’attività agricola ed a valorizzare i giovani imprenditori agricoli che già operano.
Durante l’incontro, oltre ad essere state illustrate alcune misure del nuovo Prsr 2014-2020 da Mirko Tacconi del Caa Cia di Forlì-Cesena – rivolte a facilitare il primo insediamento in agricoltura dei giovani agricoltori – sono stati presentati alcuni casi di successo della nostra provincia, ovvero giovani agricoltori che nella passata programmazione del Prsr, attraverso la presentazione di un piano di sviluppo, si sono insediati in aziende agricole distinguendosi per progetti innovativi e di successo.
All’incontro hanno partecipato Marco Ricci, titolare dell’azienda agricola agrituristica Perugini Elena S.S. di Cesena; Luca Casadei, titolare della società agricola Casadei S.S. di Forlì; Matteo Pagliarani della società agricola La Clorofilla di Mercato Saraceno e Greta Rani e Alessio Rovereti, titolari dell’azienda agricola agrituristica La Terra Dei Cachi di Montiano.
Durante l’incontro ogni azienda si è presentata agli studenti attraverso la proiezione di un piccolo filmato di circa 10 minuti dove veniva mostrata l’attività aziendale seguita da una breve riflessione da parte dei titolari sui motivi personali dell’insediamento, gli aspetti positivi e negativi e le eventuali difficoltà trovate e superate nella realizzazione del progetto.
All’incontro erano presenti anche il presidente regionale dell’Agia Marco Ercolani ed il presidente della Cia provinciale di Forlì-Cesena Guglielmo Mazzoni che hanno rimarcato l’importanza del ruolo delle associazioni nel mondo agricolo. “L’agricoltura – hanno sottolineato – sta cambiando rapidamente fisionomia, si riduce il numero delle aziende in attività e si contrae la superficie a disposizione delle colture, sottratte dall’urbanizzazione e da altre attività. Così come cambia la gestione dell’azienda agricola, con una quota di giovani ancora insufficiente ma sempre più proiettata verso un approccio imprenditoriale delle attività agricole.
È una nuova agricoltura, con nuovi connotati, nuovi problemi e nuove prospettive, cambiamenti che coinvolgono direttamente le rappresentanze dell’agricoltura, sindacati in testa. Alle rappresentanze sindacali gli agricoltori chiedono oggi un innalzamento della qualità dei servizi, e in taluni casi competenze specialistiche. Con il crescere della globalizzazione è inoltre necessario accompagnare l’azienda agricola nell’aggregare gli sforzi per presentarsi al meglio sui mercati esteri. Fondamentale potrebbe essere a questo scopo, e non solo, la creazione di reti di impresa, una richiesta quest’ultima che giunge in particolare dai giovani agricoltori. Poi bisogna affrontare il difficile capitolo della burocrazia, da sempre campo di lavoro delle organizzazioni agricole e anche in questo caso l’unità dei sindacati agricoli, che non significa unificazione delle sigle, ma solo univocità e condivisone degli obiettivi, diviene fattore chiave nel dialogo con le istituzioni”.
“Ma le imprese – ha concluso Mazzoni – devono cogliere il valore dell’azione sindacale aggiunto alla consulenza che accompagna i servizi di qualità offerti ai propri associati”.



