Marzo 2015
Sono da poco terminate le tradizionali assemblee “la Cia incontra gli associati” e in base a un primo resoconto si è notata una notevole affluenza (in 10 assemblee circa 500 partecipanti).
Gli incontri sono stati impostati con l’obiettivo di trattare gli argomenti in modo da collegare le varie iniziative ed azioni Cia, evidenziando anche la connessione tra quanto si fa a livello territoriale e a livello nazionale. Inoltre è stato riferito come tutto il lavoro Cia sia impostato alla ricerca di interpretare e fornire risposte per il futuro, non dimenticando un apposito studio commissionato a Nomisma. Futuro che va costruito sia a livello politico, versante sul quale la Cia ha cercato di essere il più possibile concreta nella discussione delle proposte, sia nella specializzazione dei servizi.
Il dibattito è stato vivace, gli incontri si sono svolti in un clima costruttivo e ormai come da tradizione, è stato fatto un resoconto del lavoro svolto nel corso del 2014, sottolineando lo stato attuale dei principali temi aperti quali ortofrutta, nuova Pac, vigneti, sicurezza sui luoghi di lavoro. In più è stato illustrato il lavoro svolto sul versante del dissesto idrogeologico in particolare per quanto riguarda l’importanza dell’agricoltura nei territori collinari e montani volta al mantenimento degli assetti territoriali e le richieste di modifiche normative in materia.
È stato fatto un approfondimento su alcuni temi molto attuali quali i danni da fauna selvatica che hanno visto un peggioramento generale della situazione in questo frangente. Per quanto riguarda la pressione fiscale la Cia ha ribadito quanto da sempre sostenuto, ovvero che tassare i beni strumentali per la produzione come patrimonio (Imu), comporta che l’impresa investe, si indebita, e con questo meccanismo paga una tassazione molto più forte sull’investimento e non sul reddito; questo è un principio fiscale che non può essere condiviso. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro la Confederazione ha sottolineato che questa va perseguita e tutelata, ma evidenziando che per fare ciò servono norme applicabili e sostenibili, non complesse e costose. E soprattutto devono essere funzionali alla sicurezza stessa. Per la redazione del Documento di valutazione dei rischi la Cia di Ravenna ha sottoscritto una convenzione con la società Asq (Ambiente sicurezza e qualità) particolarmente conveniente per i soci che riterranno di usufruire del servizio.
Infine si è parlato anche del futuro dell’organizzazione, della necessità di fare rappresentanza in un modo nuovo, a partire dal funzionamento di quel coordinamento politico che è Agrinsieme nelle diverse articolazioni nazionale, regionale e romagnolo, superando le diffidenze iniziali e lavorando per il futuro.
Un buon banco di prova sono state le assemblee parziali del Consorzio di difesa dove la lista unitaria di Cia, Upa e Copagri ha dato prova di coesione e convinzione nel sostenere la contrarietà al progetto così caparbiamente sostenuto da Coldiretti.



