Impronta polacca sull’agricoltura europea

Claudio Ferri

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Dodici donne alla Commissione Ue, tante sono quelle indicate da Ursula von der Leyen, prima donna presidente dell’organo esecutivo europeo, che porta a 13, lei compresa, la componente rosa a rappresentare il ‘governo’ delle istituzioni comunitarie. Una parità di genere (i membri sono 27) che fa balzare da un terzo a quasi la metà la rappresentanza femminile rispetto alla Commissione uscente di JunckerL’italia sarà rappresentata da Paolo Gentiloni che avrà la responsabilità degli Affari economici, un riconoscimento importante al nostro Paese, mentre il nuovo commissario all’Agricoltura è il polacco Janusz Wojciechowski, conservatore, membro del partito nazionalista ‘Diritto e Giustizia’. Wojciechowski è stato membro del Parlamento europeo dal 2004 al 2016, prima di accettare un incarico come revisore alla Corte dei conti europea.
Ora l’insediamento ufficiale dei neocommissari avverrà il primo novembre, ma solo dopo che il Parlamento l’avrà approvato durante la seduta plenaria. Gli eurodeputati verranno esaminati individualmente per verificarne l’adeguatezza al ruolo attraverso una serie di audizioni pubbliche. Un vero e proprio esame di tre ore in cui gli europarlamentari vengono invitati a comparire di fronte alle commissioni responsabili e, oltre ad avere a disposizione 15 minuti di tempo per fare un loro discorso, devono rispondere alle domande dei loro esaminatori, per un massimo di 25: non è solo una formalità ed è già successo altre volte che vi siano state sonore bocciature.
Qualche margine di revisione c’è ancora quindi, ma i giochi sono praticamente fatti. Il dicastero agricolo (per il quale in tanti auspicavano una figura con competenze specifiche del settore) è decisamente di peso nell’Europa dove il budget per il settore rappresenta ben il 37% del totale comunitario, un ‘primario’ che coinvolge direttamente migliaia di imprese agricole ed agroalimentari e milioni di consumatori.

C’è quindi attenzione su come sarà l’approccio del neo commissario Wojciechowski che dovrà completare l’iter della nuova Pac impostata dal suo predecessore Phil Hogan. Un rischio da scongiurare è quello della rinazionalizzazione, una eventualità che si vorrebbe scongiurare per mantenere una Politica realmante comune a tutti gli agricoltori ed evitare differenze tra Stati, nemiche della competitività tra imprese.
Nel ‘teatro’ europeo è entrata il 24 settembre scorso anche la nuova ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova che ha partecipato al Consiglio informale agricolo ad Helsinki, dove ha ribadito che la proposta di riforma della Pac post 2020 deve prevedere la necessaria sussidiarietà e flessibilità, “perchè l’agricoltura europea è molto diversa da regione a regione”. In tema di ambiente e di cambiamenti climatici la Bellanova ha sottolineato che la sostenibilità ambientale deve però essere coniugata sempre a quella economica dei processi produttivi “senza la quale le imprese agricole non sarebbero messe nelle condizioni di operare al meglio”.

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