In Italia aumentano i consumi di carne dopo anni di flessione

quarti di maiali

Cristian Calestani

Nel 2018 in Emilia Romagna il valore della Plv dei suini lavorati è del 7,4% mentre quello delle bovine è il 4%

Nel 2018, secondo un’analisi dell’Osservatorio permanente sul consumo carni, si è registrata una storica inversione di tendenza con l’aumento di oltre il 5% della spesa delle famiglie italiane per la carne. Si è trattato del valore più alto degli ultimi sei anni, durante i quali si era registrato un brusco calo. L’aumento dei consumi ha riguardato tutte le diverse tipologie di carne: da quella di pollame (+4%) a quella di maiale (+4%) fino a quella bovina (+5%) che segna il maggior incremento.

Il consumo medio annuo in Italia di carne è intorno ai 79 kg pro capite, tra i più bassi in Europa, ma il dato sensibile è che il 45% dei consumatori privilegia la carne proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie le carni locali e il 20% quella con marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine. Vola, infatti, il consumo di carni Igp, con un balzo del 20% nel numero di animali di razze storiche italiane allevate negli ultimi vent’anni sulla base delle iscrizioni al libro genealogico. In Emilia Romagna le carni suine valgono il 7,4% della Plv del 2018 e quelle bovine il 4%.

In Italia – in base ai dati della ricerca socio-economica condotta da Consorzio Aaster – il settore delle carni fattura circa 30 miliardi di euro, di cui oltre 20 miliardi provengono dall’industria della trasformazione che coinvolge 67mila addetti pari al 16,5% di quelli dell’industria alimentare. La filiera suinicola da sola produce un fatturato di oltre 11 miliardi di euro, ripartiti in 3,4 miliardi di euro per la fase agricola e 8 miliardi di euro per la fase industriale.
Prosciutti crudi e salami stagionati, wurstel, prosciutti cotti e bresaola godono di un ottimo posizionamento sui mercati esteri, in primis Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Nel 2018, a fronte di una perdurante stagnazione dei consumi interni, l’export ha continuato ad aumentare (+1% sul 2017) per un valore di 1,5 miliardi di euro (+0,3% rispetto al 2017). Altrettanto rilevante sotto il profilo economico è la filiera della carne bovina che rappresenta il 4,4% del fatturato realizzato dall’intera industria alimentare nazionale, con un valore di 6.160 milioni di euro nel 2018.

L’Italia è il quarto produttore europeo di carne bovina, sebbene nell’ultimo decennio abbia perso quasi un terzo della produzione e sia cresciuto il ricorso alle forniture estere, più competitive sul prezzo.

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