La cimice asiatica presenta il conto anche alle olive romagnole

ulivi in romagna

Lucia Betti

Sono circa 4 mila gli ettari coltivati ad olivo in Emilia Romagna. Le superfici sono concentrate nell’area romagnola delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna che esprimono circa 3.698 ettari coltivati dei quali 3.219 in produzione. Gli ettari restanti si trovano nel comprensorio imolese e nei colli bolognesi. Il territorio romagnolo include le due Dop regionali: “Colline di Romagna” e “Brisighella”. Il 2019 per l’olivicoltura italiana, nel suo complesso, è ritenuto più che buono con una produzione di olio in aumento di circa il 20% rispetto alla media degli anni precedenti (330/350 mila le tonnellate di olio previste per il 2019).
La situazione lungo lo Stivale, però, delinea un’annata molto variegata: se da un lato, in particolare fra le regioni del Sud Italia (che incide per circa l’80% sulla produzione nazionale), c’è chi ha ritrovato alta produttività e qualità, in altre regioni la situazione risulta difficile.

La Romagna registra una produzione complessiva di raccolto di olive in calo mediamente di circa il 57% con flessioni importanti in tutte e tre le principali province di riferimento. Il calo medio regionale è stimato intorno al 50%. Il potenziale produttivo medio di olive in regione è stimato intorno alle 8 mila tonnellate.
vignetta uliviNell’annata in corso le previsioni per la Romagna parlano di una produzione olivicola che oscilla fra le 1.650 e le 1.800 tonnellate, delle quali circa 100/120 tonnellate a Denominazione di origine protetta. Nel ravennate si registra un calo del 70%, -60% a Forlì-Cesena e -40% nel riminese.

La resa media in olio fra le aree di riferimento è di circa il 14% (13% mediamente quella delle Dop). La produzione complessiva romagnola di olio è compresa tra 235/255 mila mila kg circa, di cui 11/13 mila kg di olio Dop: 5 mila kg Dop “Colline di Romagna” e 6-9 mila kg Dop “Olio Brisighella”. In tutta l’Emilia Romagna per il 2019 si stima una produzione di olio inferiore di circa il 50% rispetto al 2018.

La qualità del prodotto è buona dove è stata eseguita un’attenta difesa dalla mosca olearia, che ha svolto la prima generazione già nel mese di luglio, appena le olive sono state recettive alla ovideposizione. Un secondo attacco è avvenuto a partire dal mese di agosto per poi proseguire a settembre e fino alla raccolta, anche a causa del mese di ottobre particolarmente caldo. Probabilmente è stata sottovalutata per questa coltura la presenza della cimice asiatica, in particolare nella zona cesenate. In quest’area, con la raccolta ancora in corso mentre si scrive, si prevede circa un 30% di raccolto danneggiato da cimice.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: