La Cia progetta le strategie per il rilancio delle aree rurali

il paese che vogliamo
A Firenze le Confederazioni di Toscana, Emilia Romagna e Umbria hanno proposto azioni di messa in sicurezza delle aree interne e più a rischio d’Italia, programmandone anche il futuro

FIRENZE – Infrastrutture, governo del territorio e filiere produttive legate ad esso, gestione della fauna selvatica, enti locali e politiche europee. Il Paese che Vogliamo, il roadshow di Cia Agricoltori Italiani, ha fatto tappa a Firenze il 19 novembre scorso dove sono stati discussi cinque tavoli tematici ‘cardini’ di un progetto utile per cambiare l’Italia. Le tematiche trattate nel brainstorming interregionale (Toscana, Emilia Romagna e Umbria) sono state al centro del dibattito realizzato alla presenza dei presidenti di Cia Agricoltori Italiani della Toscana Luca Brunelli, dell’Emilia Romagna Cristiano Fini e dell’Umbria Matteo Bartolini. Con la presenza dei rappresentanti della Confederazione nazionale, del mondo scientifico e accademico nonché di Enti e istituzioni.

Al termine della giornata è stato redatto un report (che verrà presentato alle istituzioni il 27 novembre) riguardo alle problematiche e sul futuro della nostra agricoltura, che metta al centro gli agricoltori italiani, lo sviluppo dei servizi e delle esigenze delle aree rurali. L’obiettivo del roadshow è quello di attivare un confronto costruttivo a più voci che vada al di là degli obiettivi formali. Occorre, infatti, approfondire e dettagliare “Il Paese che vogliamo” con specifiche azioni di messa in sicurezza delle aree interne e più a rischio d’Italia, programmandone anche il futuro.

Si è parlato di infrastrutture nel primo tavolo, con particolare riferimento alle sinergie che il sistema infrastrutturale è in grado di attivare in ambito territoriale. Sistema delle infrastrutture che dovrà includere sia l’aspetto della viabilità e delle sue ricadute sulle componenti socio-economiche senza tralasciare altri ambiti come la risorsa idrica e la componente immateriale. Quest’ultima trova nella digitalizzazione e nel grado di accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione la sua massima espressione.

Poi un focus sul Governo del territorio, in cui si è affrontato il tema politiche di governo del territorio, inteso nella sua dimensione socio-ambientale e interrelazioni che si generano tra tale dimensione e l’attività agricola. Fra gli ambiti principali le politiche di gestione del suolo; i percorsi di valorizzazione del patrimonio forestale locale, le azioni di prevenzione dei disastri ambientali; gli interventi per il mantenimento e la valorizzazione della biodiversità oltre alla tutela della risorsa paesaggistica.

Le Filiere a vocazione territoriale è stato il tema al centro del terzo tavolo: il dibattito è stato sulle relazioni tra le componenti dell’economia e della società inserite all’interno delle dinamiche di filiera a spiccata vocazione territoriale. Agricoltori, artigiani, rappresentanti del commercio, della logistica e del turismo, consumatori, enti locali ed Università dovranno essere inseriti in una progettazione di ampio respiro per dare origine a vere e proprie “reti d‘impresa territoriali”, favorendo processi di innovazione sostenibile, anche sociale.

Il quarto gruppo ha affrontato i modelli di gestione della fauna selvatica: al centro del dibattito l’insostenibilità dei danni da selvatici, localizzabile ormai su tutto il territorio nazionale, tanto da avere assunto una dimensione multi-ambito. Sul piano economico-produttivo, ad esempio, l’attività agricola è a rischio in molti territori e fenomeni di abbandono imprenditoriale sono sempre più diffusi. Oltre ai problemi sul piano ecologico-ambientale che vedono alterazioni ecosistemiche e i disequilibri tra specie, senza trascurare le ripercussioni negative sulla tenuta idrogeologica dei territori.

Infine il tema degli Enti locali e politiche europee: in concomitanza con il ciclo di riforme legato alla programmazione comunitaria post 2020, si vuole avviare una riflessione per l’elaborazione di proposte concrete e condivise, riguardanti le politiche europee ed i suoi strumenti che trovano applicazione sul territorio. Il lavoro tavoli verrà discusso il 27 novembre al Palazzo dei Congressi a Firenze.

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