Riconoscere la centralità economica sociale, ambientale ed etica dell’agricoltura con le sue funzioni

convegno aree rurali

Luca Soliani

Questi gli argomenti del convegno “Aree rurali: agricoltura, servizi e ambiente” promosso da Cia, Anp, Agia e Donne in Campo a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Diga di Vetto e messa in sicurezza idrogeologica del territorio, fiscalità meno penalizzante, sviluppo delle infrastrutture fisiche e telematiche, miglioramento dell’accesso dei servizi socio-sanitari e riapertura dei Punti nascita per evitare lo spopolamento delle aree montane, incentivi al turismo legato alle specificità enogastronomiche.

Sono, questi, solo alcuni dei temi trattati lo scorso 8 dicembre a Reggio Emilia da Valeria Villani, presidente regionale dei giovani agricoltori Agia-Cia in apertura del convegno “Aree rurali: agricoltura, servizi e ambiente” al quale hanno partecipato oltre 150 persone.

Sono intervenuti Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna; Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna; l’onorevole Antonella Incerti, capogruppo Pd Commissione Agricoltura Camera, l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, e i presidenti delle due associazioni che, insieme ad Agia, hanno promosso l’iniziativa: Pierino Liverani, presidente Associazione pensionati Anp e Luana Tampieri, presidente Donne in Campo.

“Fuori dai centri urbani diminuiscono i diritti e aumentano i doveri – ha sottolineato Villani -, bisogna mettere in campo subito tutte le azioni necessarie per riequilibrare la bilancia, pena il decadimento dei nostri territori e dell’intero Paese. La Politica deve riconoscere la centralità economica del Settore Primario e delle sue funzioni sociali, ambientali ed etiche”. Sempre la Villani ha poi insistito sulla necessità di contrastare il consumo di suolo, per poi chiedere quale opera si intenda realizzare sull’Enza e con che tempistica: “L’invaso sull’Enza è lo strumento principale per cercare di contrastare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a dura prova il territorio e l’agricoltura, quando invece è la buona agricoltura che mitiga l’effetto serra e produce energie rinnovabili”.
Ha poi segnalato le numerose rimostranze dei soci Cia per la viabilità montana difficoltosa a causa di smottamenti, e per i danni provocati dagli allagamenti sempre più frequenti in pianura. “Servono migliori infrastrutture ma anche risarcimenti rapidi”, e ha rivelato l’ipotesi alla quale gli enti locali stanno lavorando: “La richiesta dello stato di calamità per i recenti disastri” legati alla piena del fiume Po.
Ha, quindi, sollecitato interventi anche per arginare i danni provocati dalla fauna selvatica, dalle nutrie ai cinghiali: “Cia chiede una riforma radicale della legge 157/92 per affrontare un problema fuori controllo tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali e minacce alla sicurezza dei cittadini”.

Agli agricoltori, ha proseguito la presidente regionale Agia-Cia “i primi a tutelare l’ambiente e a presidiare il territorio, vanno assicurate congrue agevolazioni. Le aree rurali devono poter godere di una fiscalità adeguata che possa ricompensare i cittadini per le difficoltà crescenti e le croniche carenze di servizi. Bisogna tornare a investire sulla sanità e sulla protezione sociale delle fasce più deboli. Così come deve essere garantito un tempestivo primo soccorso anche nelle zone più isolate”. E, a proposito di servizi, i giovani della Cia chiedono con forza la riapertura dei Punti-nascita montani: “Li riteniamo fondamentali per far vivere il territorio”. È stato giudicato molto positivamente lo stanziamento – fra fondi regionali, nazionali ed europei – di oltre 950 milioni destinati ai territori appenninici attraverso il Piano regionale per la Montagna: “È esattamente ciò che serve”.

Un plauso è andato alla Regione anche per misure come il taglio dell’Irap, i 10 milioni di incentivi sulla casa alle giovani coppie e per gli oltre 241 milioni di euro a beneficio di oltre 41mila aziende agricole da Piacenza a Rimini, versato da Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, come ‘anticipi’ previsti dalla Politica agricola comune europea (Pac).

Il presidente regionale Cia, Cristiano Fini ha sottolineato le difficoltà determinate dai cambiamenti climatici: “L’agricoltura subisce più di tutti gli effetti nefasti. Basti pensare a quello che è successo sul territorio regionale negli ultimi anni. Purtroppo sul nostro settore sono però scaricate colpe ingiustificate. E mi riferisco alla pubblicità ‘del carrello’ della Coop e a certe trasmissioni televisive, pochi casi negativi vengono presentati come la situazione generale. Siamo stanchi di queste balle colossali, dannose e pericolose. Occorre rilanciare la discussione e mettere ben in chiaro come invece stanno le cose”. A tal proposito, ha annunciato che la Cia ha commissionato “uno studio sull’evoluzione della sostenibilità ambientale e sul benessere animale. Il nostro settore ha fatto passi da gigante e i dati lo dimostreranno. Conoscenza, ricerca e innovazione sono le parole chiave per il futuro del settore e dell’intero Paese: noi siamo pronti a vincere questa sfida”.

Luana Tampieri, presidente di “Donne in Campo” Emilia Romagna, ha denunciato come al settore agricolo non venga dato il giusto riconoscimento monetario su ciò che produce e sulla sua importante funzione ambientale. Lo sviluppo sostenibile “passa dall’inclusione sociale: occorre garantire servizi di qualità per tutti, livelli essenziali ed uniformi di prestazioni socio- sanitarie ai residenti nelle aree più disagiate con specifico riguardo agli standard di sicurezza e funzionalità e alla adeguata presenza sul territorio di servizi di pronto soccorso, diagnostica e branche specialistiche, nonché ridurre l’indice di mobilità passiva e quello di ricorso alla ospedalizzazione. La questione va risolta in tempi rapidi, prima che l’abbandono desertifichi ampie zone del nostro Paese con danni irreversibili per tutta la comunità nazionale”.
I diritti costituzionali “devono essere garantiti per tutti: la scuola dell’obbligo, i presidi ospedalieri, la banda larga e l’accesso al mondo digitale, i servizi postali, la telefonia mobile e fissa, i segnali Tv, vanno garantiti su tutto il territorio per dare pari opportunità ai cittadini.

Le donne che vivono e lavorano nelle zone rurali “sono un presidio, creano comunità affrontando con coraggio i problemi. Le gravi difficoltà nel far conciliare la vita lavorativa e vita familiare in mancanza di servizi, ci spingono a chiedere una maggior tutela verso le imprenditrici agricole sia sotto il profilo assistenziale che previdenziale. Non solo: su maternità e malattia le donne in agricoltura sono ancora fortemente penalizzate. Abbiamo già sollecitato la Regione a garantire i servizi di primo soccorso e attenzione sulla chiusura dei Punti nascita nelle aree rurali, l’incremento dei medici di base e maggiori investimenti in asili e scuole primarie. Come Associazione, saremo attente e monitoreremo il lavoro del prossimo Consiglio Regionale su queste tematiche. Un Paese che non investe sull’ambiente, sulla salute e sul benessere dei suoi cittadini, è un Paese il cui sviluppo è solo illusorio e di facciata”.

Pierino Liverani, presidente Anp, ha poi incentrato il suo discorso sull’importanza di politiche sociali e sanitarie che contrastino lo spopolamento delle aree rurali, aiutando gli anziani nella vita quotidiana e incentivando la permanenza e il ritorno dei giovani sul territorio.

Il governatore Stefano Bonaccini ha iniziato il suo intervento denunciando come “Il Parmigiano Reggiano è sotto attacco dei dazi di Trump, dazi insensati e dannosi messi in atto da chi ci invidia la nostra eccellenza e vuole colpirla duramente”. E, a proposito di eccellenze, ha rimarcato come la Lonely Planet abbia dedicato un’edizione all’Emilia Romagna “perché qui ci sono eccellenze, come in nessuna altra parte del mondo. Eccellenze enogastronomiche, culturali, motoristiche, paesaggistiche”.
Parlando di turismo, ha rilevato come il percorso di valorizzazione sul territorio regionale sia a un ottimo punto “ma ci sono ancora gli spazi per crescere. Penso ad esempio al turismo enogastronomico ma anche a quello culturale e religioso che si snoda anche lungo i diversi cammini, ad esempio quelli matildici, presenti lungo la nostra regione”. Sul tema dei punti nascita, ha rimarcato la ferma volontà di voler ridiscutere i parametri “che hanno costretto alla chiusura. Ho chiesto di essere ascoltato dal precedente Governo ma non ho avuto risposte. Ho rinnovato la richiesta a questo e spero abbia un esito positivo. Io sono pronto a riaprirli”.
Dopo aver ricordato gli stanziamenti per l’agricoltura e la manutenzione idrogeologica del territorio, ha presentato una proposta per intervenire con decisione sulla strade: “Occorre una società tra Regione e Provincia per gestire le azioni e le spese”.

L’onorevole Antonella Incerti ha poi rimarcato l’importanza delle aree rurali “per la crescita e lo sviluppo dell’intero Paese. E finalmente l’agricoltura è tornata a essere al centro del dibattito e degli interventi. I cambiamenti climatici sono una minaccia da affrontare con urgenza e determinazione. Come? Cambiando il modo di fare agricoltura, modificando tecniche e mentalità”. E sulla zone rurali, ha sollecitato la necessità di un piano nazionale per combattere il dissesto idrogeologico, la tutela ambientale e la realizzazione di infrastrutture e servizi sociali e sanitari, fondamentali per i cittadini. Infine, ha sollecitato però anche a “cambiare lo sguardo sulle aree rurali: sono zone che regalano molteplici opportunità, occorre iniziare a pensare a sfruttare tutte le occasioni e a valorizzarle come meritano”.

Simona Caselli ha ricordato i sostegni economici che la Regione ha messo a disposizione in questi anni per le zone rurali e l’agricoltura: “è stato un settore cruciale per salvare gli italiani dalla fame dopo la seconda guerra mondiale. E lo è ora per la crescita del Paese”. E sulla proliferazione incontrollata della fauna selvatica: “Occorre modificare la legge nazionale, il problema è fuori controllo: i danni sono ingenti per gli agricoltori e aumentano i rischi per tutti i cittadini”. Infine, un passaggio sui cambiamenti climatici che sono diventati “una minaccia globale che deve essere affrontata con urgenza e determinazione. I disastri sono già davanti agli occhi di tutti”.

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