La divulgazione della nuova Pac passa attraverso i media agricoli - Agrimpresaonline Webzine

La divulgazione della nuova Pac passa attraverso i media agricoli

Gennaio 2014

Claudio Ferri

BRUXELLES – I decreti attuativi, dopo la riforma della Pac, tardano ad arrivare, anche se il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, butta acqua sul fuoco e, incalzato dalla domande della stampa, sottolinea che il Parlamento Ue “sta lavorando per implementare gli atti: c’è un percorso di transizione che consente di continuare temporaneamente con i vecchi programmi”.

Teatro di questo incontro con il commissario Ciolos e per le politiche regionali Johanness Hahn è stato lo Square Conference Centre di Bruxelles, in occasione dell’Ag-Press Network, l’annuale incontro tra i vertici della Dg Agri e un centinaio di giornalisti della stampa agricola provenienti dai 28 stati membri.

Dall’8 al 10 dicembre numerosi gli eventi in programma, tra cui la premiazione dei vincitori di un concorso indetto proprio dalla Dg Agri chiamato ‘Telling the story” su numerosi lavori che avevano come obiettivo la comunicazione della Pac e l’agricoltura europea. Per la cronaca nessun lavoro italiano si è aggiudicato premi in nessuna delle tre sezioni previste, a differenza dello scorso anno in cui l’unico progetto ‘made in Italy’ ad aggiudicarsi un ‘award’ fu proprio quello di SporTina, della Cia Emilia Romagna. Nella tavola rotonda plenaria che ha dato il via ai lavori, nessun interlocutore italiano. Scarno di dettagli il commissario Hahn che ha glissato sulla domanda posta da Domenico Mastrogiovanni della Cia nazionale circa la operatività dei decreti attuativi.
Riguardo il prossimo health chek, il commissario per le politiche regionali è stato molto sintetico ed ha detto che “per ora stiamo implementando, non pensiamo a riformare nulla, salvo qualche malfunzionamento durante l’iter della Pac”.

Il commissario Ciolos ha poi manifestato la sua soddisfazione per il buon esito delle votazioni che hanno licenziato a larga maggioranza la riforma nei suoi contenuti.

“Dettagli che devono essere comunicati ai cittadini perché capiscano l’importanza delle riforme avviate dal Parlamento Ue. I recenti sondaggi – ha precisato Ciolos – confermano che oltre il 60% della popolazione europea conosce la Politica agricola, grazie anche al lavoro di sensibilizzazione fatto negli ultimi anni dai media e non solo”. Per la prossima Pac l’Ue ha previsto un budget di oltre 200 milioni di euro per attività di promozione, progetti di mercato, semplificazioni amministrative, ricognizione dell’importanza e del posizionamento delle denominazioni a marchio comunitario.

Hans Barth, responsabile per la Dg Agri della promozione dei prodotti agricoli, ha portato alcuni esempi di progetti cofinanziati e portati a termine dove l’Italia, tra i Paesi membri, detiene la più alta quota di attività cofinanziate. Sono viste di buon occhio anche le partnership tra stati: un esempio tra tutti quella attivata tra Francia e Portogallo e Italia sulla valorizzazione dei prodotti tradizionali delle tre nazioni.

Ma i progetti sono rivolti anche ad altre realtà internazionali: come quello avviato dalla Danimarca in Cina sulla sicurezza alimentare della carne.

Una sessione dedicata allo sviluppo del biologico ha messo in luce anche il valore che crea il settore a livello comunitario: “si parla di oltre 20 miliardi di euro all’anno”, ha detto Joao Onofre, responsabile della Divisione agricoltura biologica. Sotto la lente di ingradimento anche gli aspetti che comporta la sostenibilità di tali prodotti che, nei casi dell’import di derrate, pesano sul piano della sostenibilità.
“Non c’è una specifica politica per l’export del biologico – ha proseguito – ma abbiamo a disposizione dati certi come, ad esempio, i costi elevati di certificazione”.

L’importazione di prodotti bio in Europa è in crescita: lo ha confermato Tomas Garcia Azcarate, esperto per la Dg Agri in dinamiche di mercato nel settore ortofrutticolo, aggiungendo che il vecchio continente non ne produce abbastanza.

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