Piano di sviluppo rurale, disco verde per l’Emilia Romagna

maggio 2015

BOLOGNA – In arrivo 1 miliardo e 190 milioni… Giovani, colture biologiche e progetti per sostenere le imprese al centro del Psr. Cinquantamila euro ai giovani che aprono un’azienda agricola, 230mila ettari destinati a biologico, mezzo miliardo e cinquemila progetti per sostenere le imprese. Sono queste solo alcune ‘voci’ del Piano sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna che potrà disporre di risorse pubbliche per 1 miliardo e 190 milioni. Si tratta delle dotazione più alta delle ultime programmazioni e tra tutte le Regioni del nord Italia. 

A sancire l’ok dell’Europa al Programma che sosterrà l’agricoltura emiliano-romagnola nei prossimi sette anni, è arrivata la “comfort letter” della direzione generale agricoltura dell’Unione europea, alla quale seguirà a maggio l’approvazione formale, dopo l’adozione del nuovo Quadro finanziario europeo.
“Oggi abbiamo il via libera ad una grande opportunità per l’Emilia-Romagna – ha affermato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – e nell’anno dell’Expo questo Psr vale doppio. La priorità delle priorità per noi è il lavoro: l’agricoltura, l’agroindustria e l’agroalimentare sono filiere che, opportunamente sostenute, potranno creare nuova e buona occupazione nei prossimi anni. Bonacini esprime la propria soddisfazione sull’esito del risultato. “Nei primi 100 giorni di governo, abbiamo ottento da Bruxelles l’ok a tutti e tre i piani per complessivi 2.5 miliardi di euro di fondi europei nella programmazione 2014/2020”. L’approvazione del Psr si aggiunge infatti a quella dei Fondi europei per imprese e formazione: Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e Fse (Fondo sociale europeo).
“Questo Psr è un importantissimo strumento di sviluppo, che produrrà investimenti complessivi per circa 2 miliardi di euro – ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli -. La nostra scelta strategica è la qualità: dei prodotti e dei modi di produrre, del territorio e dell’ambiente. Siamo la regione con il più alto numero di prodotti Dop e Igp, la maggior biodiversità e la più estesa concentrazione di agricoltura biologica: tra i nostri obiettivi la competitività e l’internazionalizzazione delle imprese, l’innovazione e il rafforzamento delle filiere”.
Il Piano di sviluppo rurale prevede un premio fino a 50.000 euro ai giovani che aprono un’impresa agricola, stop al consumo di terreno agricolo con 230mila ettari destinati a biologico e produzione integrata, mezzo miliardo e cinquemila progetti di investimento per sostenere le imprese in agricoltura.
“Ora possiamo partire con i primi bandi – ha concluso l’assessore Caselli-. Entro giugno quelli per le indennità compensative per le aziende agricole che operano in zone svantaggiate e per i giovani che vogliono aprire un’impresa. Gli under 40 avranno anche una priorità trasversale in tutte le misure”.  

Cosa prevede il Piano di Sviluppo Rurale

L’agricoltura come volano di uno sviluppo di qualità e sostenibile per un intero territorio: nasce con questo obiettivo il Programma regionale di sviluppo 2014-2020 della Regione.
Gli obiettivi su cui si è scelto di puntare sono competitività, ambiente, giovani e lavoro, banda larga e ultralarga, sviluppo dei territori di montagna e delle zone rurali più fragili.
Il testo del Psr è il frutto di un’ampia consultazione con il mondo agricolo, con incontri che hanno coinvolto oltre mille persone, tra rappresentanti delle associazioni agricole, istituzioni e portatori di interesse. 
Rispetto a quello precedente (2007-2013) si registra un aumento della spesa pubblica di 131 milioni di euro e, per quanto riguarda il cofinanziamento regionale, di 100 milioni: la Regione raddoppia le risorse dal proprio bilancio per i prossimi sette anni.

Competitività delle imprese e incentivi ai giovani agricoltori

Oltre il 43,4% del totale dei finanziamenti, pari a 515,7 milioni di euro, è destinato a sostenere la competitività, a stabilizzare e aumentare la redditività delle imprese agricole,elemento fondamentale perché un’agricoltura possa definirsi sostenibile. Tali risorse pubbliche consentiranno di sostenere interventi per una spesa totale pubblico-privato di oltre 972 milioni di euro.
Le azioni si concentreranno prevalentementesull’ammodernamento dei processi produttivi, il sostegno alle produzioni di qualità, la diversificazione dell’attività agricola. Una corsia privilegiata sarà destinata alle reti di imprese “dalla terra alla tavola” e alle forme di agricoltura organizzata, per ridurre i costi e fare sistema.
Complessivamente si prevede di finanziare 5 mila progetti di investimento.
All’interno di questa dotazione finanziaria, 128 milioni di euro sono destinati ai giovani. Chi avvierà  una nuova  impresa agricola potrà contare su un premio di 30 mila euro per il primo insediamento, che saliranno a 50 mila nelle zone con vincoli naturali o di altro tipo. Inoltre gli under 40 avranno una priorità di accesso in tutte le misure del nuovo Psr.

L’ambiente

All’ambiente andranno 509,3 milioni di euro, il 42,8% del totale. Serviranno per ridurre l’impatto delle attività agricole, tutelare gli habitat naturali, la biodiversità, il paesaggio, migliorare la fertilità dei suoli, contrastando l’erosione di terreno agricolo, e prevenire il dissesto idrogeologico. Su 230 mila  ettari verranno realizzate buone pratiche ambientali, rafforzando il biologico e la produzione  integrata. Sono anche previsti interventi su oltre 6 mila ettari di superficie forestale.Verranno finanziati 1.000 progetti di investimento.

Lo sviluppo locale: banda larga e servizi

Per lo sviluppo delle comunità rurali le risorse ammontano a 139,8 milioni di euro (l’11,7% del totale). Tutti i distretti sanitari della montagna avranno almeno un Polo socio-assistenziale; tutte le scuole e alcune istituzioni culturali avranno accesso a internet e strumentazioni telematiche.
In particolare il programma Leader  (interventi  per promuovere  lo sviluppo sostenibile delle aree rurali più fragili gestiti dai Gal, forme di partenariato miste pubblico-privato), avrà a disposizione 66,4 milioni di euro.
Le aree rurali e appenniniche potranno contare, inoltre, su 51,5 milioni di euro destinati all’implementazione della banda larga e ultralarga (di cui 49,5 per la fibra e la rete e 2 milioni per la creazione di servizi).

La montagna

Alcune priorità (montagna, conoscenza e innovazione) sono trasversali alle varie misure, pertanto ad esse sono riservati finanziamenti compresi nelle macro-aree precedenti. In particolare, per contrastare il dissesto idrogeologico e l’abbandono dei campi (nel decennio 2000-2010 la superficie agricola in montagna è diminuita del 21%) il Psr  mette al centro la montagna, cui  si stima andrà il 38% di tutte le risorse, con 16 operazioni dedicate, una priorità trasversale in tutti gli interventi e l’80% delle risorse Leader.

L’innovazione

93 milioni sono destinati ad interventi di formazione e informazione; sostegno ad attività di consulenza alle imprese agricole; messa a punto di innovazioni di processo, di prodotto e organizzative.
Infine 24,8 milioni sono riservati alle attività di supporto per l’attuazione del programma, allo sviluppo di software e ad azioni di monitoraggio e valutazione.

Articoli correlati

WhatsApp chat

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Clicca ok per proseguire la navigazione e acconsentire all’uso dei cookie.