Le regole per utilizzare la contribuzione versata dopo il pensionamento - Agrimpresaonline Webzine

Le regole per utilizzare la contribuzione versata dopo il pensionamento

Ottobre 2015

Corrado Fusai

I pensionati ancora iscritti all’Inps non devono dimenticate i supplementi di pensione Nel settore del lavoro autonomo agricolo la maggior parte di coloro che si pensionano per vecchiaia o per anzianità continuano a lavorare e, quindi, a versare i contributi previdenziali.

I contributi previdenziali versati dopo il pensionamento non sono inutili. Infatti la legge prevede che essi possano essere utilizzati per incrementare la pensione già maturata: è quello che viene chiamato supplemento di pensione. Il supplemento di pensione si può ottenere solo presentando all’Inps un’apposita domanda alle scadenze previste dalla legge.

Di norma il supplemento di pensione può essere richiesto dopo 5 anni dalla liquidazione della pensione. Ad esempio, ipotizzando un coltivatore che si sia pensionato con decorrenza da ottobre 2010 e che abbia continuato a lavorare dopo questa data (anche per meno di 5 anni), egli potrà presentare la domanda di supplemento non prima dell’ottobre 2015. Dopo il primo supplemento, se il pensionato ha continuato ulteriormente a lavorare ed a versare la contribuzione dovuta, ne possono spettare altri, ma sempre a 5 anni di distanza l’uno dall’altro e comunque dietro presentazione della domanda.

La regola dei 5 anni può essere derogata una sola volta. Infatti, la legge prevede che una domanda di supplemento possa essere presentata dopo soli 2 anni dal pensionamento o dal supplemento precedente se il richiedente abbia compiuto l’età pensionabile. A questo proposito, occorre tener conto che dal 1° gennaio 2012 è entrata in vigore la riforma delle pensioni varata dal governo Monti, che ha elevato l’età pensionabile.

Prima della riforma, l’età pensionabile per tutte le categorie di lavoratori, autonomi compresi, era fissata in 60 anni per le donne ed in 65 anni per gli uomini. Secondo quanto chiarito dall’Inps, chi ha maturato il diritto a pensione prima del 2012, ai fini della scadenza del supplemento biennale conserva le età pensionabili pre-riforma. Immaginiamo, ad esempio, una donna coltivatrice che nel dicembre 2011 abbia conseguito la pensione di anzianità (quindi prima di compiere l’età pensionabile) e che abbia poi compiuto l’età pensionabile nel mese di ottobre 2013. Se la nostra signora ha continuato a lavorare dopo la pensione, per la domanda di supplemento può scegliere tra due possibilità: o presentare la domanda dopo 5 anni dalla pensione (quindi non prima di dicembre 2016), oppure presentare la domanda dopo 2 anni dal compimento dell’età pensionabile (quindi entro ottobre 2015).

Una volta usata la deroga dei 2 anni, la nostra coltivatrice, per il successivo eventuale supplemento, dovrà attendere 5 anni. Per le pensioni il cui diritto è maturato nel 2012 o anni successivi, per l’unico supplemento biennale occorre fare riferimento alle età pensionabili stabilite dalla Riforma. Per l’anno 2015 l’età pensionabile per i coltivatori diretti è pari a 64 anni e 9 mesi per le donne e 66 anni e 3 mesi per gli uomini. Nel 2016, l’età pensionabile per le donne si alzerà a 66 anni e 1 mese, mentre quella degli uomini sarà di 66 anni e 7 mesi.

Rivolgetevi agli uffici del Patronato Inac per avere gratuitamente informazioni ed assistenza per la presentazione delle domande.

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