Non basta conoscere i campi per essere un buon imprenditore agricolo - Agrimpresaonline Webzine

Non basta conoscere i campi per essere un buon imprenditore agricolo

Aprile 2014

Rimini – Il 15 marzo scorso, presso la sala ex lavatoio di Morciano di Romagna, nell’ambito della secolare Fiera di San Gregorio, si è tenuto un convegno dal titolo: “Alle radici del futuro – l’agricoltura come risposta alla disoccupazione”.

L’iniziativa, nella quale ha svolto il ruolo di moderatore l’agronomo Roberto Venturini, è stata voluta e organizzata dall’ Isiss (Istituto statale di istruzione secondaria superiore) Gobetti – De Gasperi di Morciano di Romagna che dal 2013 ha introdotto uno specifico corso con indirizzo agricolo (Ipa), oltre a quelli presenti da tempo che formano giovani periti in altri settori. Al convegno sono stati chiamati come relatori rappresentanti di varie istituzioni, dalla Regione all’Università e alle associazioni agricole presenti nel territorio riminese. Per le istituzioni sono intervenuti il funzionario regionale Maria Luisa Bargossi – che ha illustrato il documento strategico regionale sulla programmazione 2014-2020 – e Sauro Sarti – resposabile del Servizio agricoltura  della Provincia – che ha informato i presenti sui risultati ottenuti con la programmazione precedente e la ricaduta che hanno avuto i finanziamenti europei sulle imprese agricole riminesi. È intervenuto, tra gli altri, Claudio Riponi, coordinatore del corso di laurea in viticoltura ed enologia di Cesena, che ha illustrato le opportunità professionali per gli specializzati nel settore enologico.

Tra gli interventi più seguiti, quello di Lorenzo Falcioni, neo presidente della Cia di Rimini, che è intervenuto principalmente come giovane agricoltore ed è stata proprio questa sua esperienza “sul campo” a destare interesse. Nel suo intervento Falcioni si è rivolto agli studenti iscritti all’Istituto Gobetti – De Gasperi, tutti al primo anno di corso, ai quali ha spiegato, con parole dirette, le difficoltà che gli agricoltori devono affrontare ogni giorno nello svolgimento della loro professione ma, allo stesso tempo, le grandi soddisfazioni che il lavoro nei campi può riservare a chi si avvicina ad esso con passione. “Un agricoltore” ha sottolineato Falcioni “deve essere un imprenditore che conosce le tecniche agronomiche ma non solo, deve essere anche un buon meccanico e un conoscitore delle dinamiche economiche e commerciali. Inoltre, purtroppo, deve anche sapersi districare nella burocrazia che imbriglia tutte le attività economiche”.

Falcioni ha poi concluso il suo intervento invitando i giovani studenti a far visita alle aziende agricole della Valconca per parlare con gli imprenditori agricoli, per capire le loro difficoltà e la passione che mettono nello svolgere la loro professione e perché il contatto costante con le imprese agricole sarà utile al loro futuro di imprenditori o di tecnici del settore. Molto seguiti sono stati anche gli interventi di Marco Ercolani, presidente dell’Agia Emilia Romagna (giovani agricoltori Cia) e di Marco Tacconi, un giovane agronomo che ha ideato il sito internet “Terra X change” che si occupa di far incontrare la domanda di terra da coltivare da parte di giovani e associazioni con l’offerta di terreni abbandonati posseduti da Enti pubblici e privati cittadini.

Ha concluso i lavori l’agrotecnico Luca Valbonesi, presidente del Collegio professionale degli Agrotenici e Agrotecnici laureati delle province di Forlì-Cesena e Rimini, ripercorrendo, con i presenti, i tratti salienti che caratterizzano la professione dell’agrotecnico.

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