Pensionati, un patrimonio di esperienza al servizio del presente e dei giovani

Luca Soliani

Bagnolo in Piano (Reggio Emilia) – Oltre 200 persone, arrivate da tutta l’Emilia Romagna, per ritrovarsi, ascoltarsi e condividere una giornata fatta di memoria, valori e futuro. A Bagnolo in Piano si è tenuta la 29ª Festa regionale dei Pensionati Anp-Cia Emilia Romagna, un appuntamento che quest’anno ha avuto come filo conduttore “Emilia resistente, canti di lotta, lavoro e libertà”.

Una giornata che ha parlato delle nostre radici, attraverso la musica e i canti del Coro Selvatico e Popolare, la memoria del mondo contadino e della Resistenza, il riconoscimento ai soci emeriti. Ma soprattutto ha parlato delle persone.
Ad aprire gli interventi è stato Giorgio Davoli, presidente regionale di Anp-Cia Emilia Romagna, che ha richiamato il valore della storia e dell’esperienza dei pensionati come patrimonio da mettere a disposizione del presente e delle nuove generazioni. “La nostra storia è un insegnamento fondamentale per il presente e per il futuro. Abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni non soltanto ciò che abbiamo vissuto, ma soprattutto i valori che hanno accompagnato la nostra storia: la pace, la libertà, la Costituzione, la democrazia, l’antifascismo, il rispetto dell’altro e la solidarietà”.
Davoli ha sottolineato anche il ruolo che Anp intende continuare a svolgere nella difesa dei diritti e nella costruzione di comunità capaci di non lasciare indietro nessuno. “Come pensionati continueremo a batterci per i bisogni reali dei cittadini, per la sanità pubblica e territoriale, per servizi essenziali garantiti anche nelle aree interne e per pensioni dignitose”. Un impegno che si lega direttamente alla storia del mondo agricolo e alle profonde trasformazioni vissute dalle campagne emiliano-romagnole, con la consapevolezza che le conquiste di chi è passato dalla mezzadria all’imprenditoria agricola rappresentano “capisaldi da tramandare e sui quali costruire il futuro dell’agricoltura”.

A seguire è intervenuto Ivan Bertolini, presidente di Anp-Cia Reggio Emilia, che ha ringraziato tutti i partecipanti e quanti hanno contribuito alla realizzazione della giornata. “Oggi è innanzitutto una giornata di festa, e siamo felici di viverla insieme a così tante persone, con la musica e i canti del Coro Selvatico e Popolare, che ci accompagnano in un momento di incontro e di condivisione. Ma una festa come questa ha anche un significato più profondo: ci dà l’occasione di ritrovarci, di ascoltarci e di valorizzare una storia che appartiene a tutti noi”.
Bertolini ha sottolineato come la partecipazione sia anche il segno di una comunità che vuole continuare a essere protagonista. “I pensionati non sono soltanto portatori di bisogni e diritti da tutelare: sono portatori di conoscenze, esperienze e valori che possono ancora incidere sul presente. In una società che cambia e nella quale rischiano di indebolirsi i legami tra le persone, il compito di Anp è trasformare questo patrimonio in partecipazione, solidarietà e responsabilità collettiva. È così che una comunità rimane viva e riesce a guardare al futuro senza perdere la propria identità”.

A seguire, Valeria Villani, presidente di Cia Reggio Emilia: “Siamo orgogliosi di aver ospitato questa Festa regionale, perché momenti come questo ci permettono di ritrovarci, di condividere la nostra storia e di dare valore alle tante testimonianze che Anp porta con sé. Sono testimonianze fondamentali, non solo per ricordare ciò che è stato, ma anche per leggere il presente e consegnare alle nuove generazioni un patrimonio di valori, esperienze e insegnamenti che non dobbiamo perdere”.

Sul valore di questi momenti è intervenuto anche Lorenzo Catellani, presidente di Cia Emilia Romagna, che ha ringraziato i pensionati per il contributo che continuano a dare all’organizzazione e alle comunità. “Queste occasioni sono importanti perché ci ricordano quanto i pensionati di Anp continuino a trasmettere: esperienza, memoria, senso di appartenenza e attenzione ai problemi delle persone. Sono valori che non possiamo relegare al passato, ma che dobbiamo saper valorizzare e mettere in dialogo con le nuove generazioni”. Un patrimonio di conoscenze e relazioni che, ha sottolineato, rappresenta una risorsa anche per affrontare le trasformazioni del presente e costruire il futuro.

E proprio dal valore della memoria e delle radici è partito l’intervento di Cristiano Fini, che ha richiamato l’importanza di custodire quei principi che hanno animato la Resistenza: libertà, solidarietà, partecipazione e difesa dei diritti. Valori che, ha sottolineato, “dobbiamo riscoprire, custodire e tenere ben presenti”, perché non appartengono soltanto al passato, ma continuano a rappresentare un punto di riferimento importante per affrontare le sfide del presente e costruire il futuro.
Un richiamo alla storia che si è intrecciato con le difficoltà del presente, a partire da quelle che attraversano il mondo agricolo. Fini ha posto l’attenzione su una fase particolarmente complessa per le imprese, strette tra l’aumento dei costi di produzione, una remunerazione spesso insufficiente per gli agricoltori e gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Una situazione che mette sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende e che rende ancora più necessario riconoscere il ruolo strategico dell’agricoltura e il valore del lavoro degli imprenditori agricoli.
Perché stare insieme significa anche confrontarsi sul presente e sul futuro. E così, accanto alla memoria e alla cultura del lavoro, la Festa regionale ha affrontato temi che riguardano concretamente la vita delle nostre comunità: agricoltura, sanità, welfare e pensioni, con uno sguardo attento alle difficoltà e alle sfide che attendono il mondo agricolo e le persone anziane.

A chiudere gli interventi è stato il presidente nazionale di Anp-Cia, Matteo Valentino, che ha posto al centro tre questioni decisive per la qualità della vita dei pensionati e, più in generale, per la tenuta sociale delle comunità: welfare, sanità e pensioni.
Sul welfare, Valentino ha sottolineato la necessità di rafforzare un sistema di protezione sociale capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, garantendo servizi e sostegno soprattutto alle fasce più fragili e alle aree rurali e interne. Territori nei quali il progressivo impoverimento dei servizi rischia, infatti, di accentuare ulteriormente le disuguaglianze e di lasciare più sole le persone anziane.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sanità, con la preoccupazione per il progressivo definanziamento del sistema sanitario e la necessità di difenderne con forza il carattere pubblico e universalistico. L’accesso alle cure, è stato il senso dell’intervento, non può dipendere dal reddito, dal luogo in cui si vive o dalla possibilità di rivolgersi al settore privato. “La sanità deve rimanere pubblica – ha sottolineato Valentino – perché la salute è un diritto e non può diventare un privilegio”.
Infine, il tema delle pensioni. Valentino ha richiamato la necessità di intervenire sul loro adeguamento, chiedendo un innalzamento degli importi che tenga conto dell’aumento del costo della vita e delle difficoltà economiche che incidono sempre più pesantemente sui bilanci delle persone anziane. Difendere il potere d’acquisto e garantire pensioni dignitose significa, ha evidenziato, affermare una questione di giustizia sociale e riconoscere il contributo che generazioni di lavoratori e lavoratrici hanno dato alla crescita del Paese.

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