Peraitalia, un progetto molto “meditato” di marketing internazionale - Agrimpresaonline Webzine

Peraitalia, un progetto molto “meditato” di marketing internazionale

Ottobre 2013

Peraitalia si presenta: i dettagli del nuovo progetto sono stati illustrati dal presidente Luciano Torreggiani che ha presentato ad una vasta platea di agricoltori una grande novità per la valorizzazione della pera.

Lo ha fatto nel corso di un incontro con le associazioni agricole del territorio.

“Peraitalia rappresenta un progetto molto innovativo che nasce con l’obbiettivo strategico di dare un reddito adeguato ai produttori per garantire loro di poter continuare a produrre con soddisfazione in futuro.
Il problema principale della nostra pericoltura è rappresentato dal fatto che il mercato non remunera a sufficienza i calibri medio piccoli del frutto, che di conseguenza pesano negativamente nel bilancio complessivo aziendale. Peraitalia si propone prioritariamente di valorizzare al meglio proprio questa fascia di prodotto, con una strategia di marketing e commerciale originale”.

“Bisogna operare – ha proseguito Torreggiani – sia sul piano organizzativo che dei contenuti. Innanzitutto, sul fronte organizzativo, ci troviamo di fronte ad un’inedita alleanza tra imprese “private” e cooperative: nove soggetti che rappresentano circa un milione di quintali di pere, di cui oltre 600 mila di Abate, per poter affrontare al meglio i mercati internazionali. In secondo luogo sul piano dei contenuti si stanno affrontando due nodi decisivi: l’innovazione nella presentazione del prodotto, con l’adozione di confezioni particolari, e nella comunicazione al consumatore delle tante virtù che la pera ha dal punto di vista nutrizionale.
Un ulteriore problema della pera è, infatti, rappresentato dal fatto che nei supermercati è decisamente poco valorizzata e comunicata. Questo le ha fatto perdere quote importanti dei consumatori più giovani, che non la acquistano semplicemente perché non la conoscono”.

Il vicepresidente, Mauro Grossi, ha precisato che “Il primo dato da considerare è che mentre in Europa, soprattutto dell’ovest, le possibilità si restringono, ci sono mercati fuori da essa con grandi potenzialità per il nostro prodotto. La condizione per poterli aggredire in modo efficiente e remunerativo è, però, quella di avere una dimensione sufficiente ed una struttura organizzativa che ci permettano di trovare le strategie per valorizzare al meglio le nostre pere presso consumatori che hanno esigenze differenti da quelle a cui siamo abituati. Ragionare con una visione globale del mercato ci ha fatto capire, ad esempio, come possano esserci molti spazi per le Abate di calibro medio ad oggi difficilmente valorizzabili. Da qui il lavoro che è stato fatto per individuare insieme le modalità per ottenere un maggior apprezzamento di mercato per i calibri di pera medi / medio piccoli. Così abbiamo messo a punto nuove confezioni e nuove modalità di presentazione del prodotto al consumatore. Si sono individuati i valori di consumo che i consumatori ricercano: innanzitutto il concetto generale della pera come dolce naturale a basso contenuto di calorie; un frutto versatile adatto al consumo tal quale ma anche come ingrediente in cucina, o in alternativa come succo e frullato.
Da queste indicazioni sono state sviluppate le nuove confezioni Peraitalia – ha continuato Grossi – confezioni da 2/3/6 frutti, per i calibri 60/65 e 65/70, studiate appositamente in collaborazione con diversi partner industriali, per dare maggiore impatto al frutto ed al tempo stesso un alto contenuto di servizio al consumatore.
La prossima campagna costituirà un primo test su larga scala da cui ci aspettiamo ulteriori indicazioni per affinare il nostro operato nei prossimi anni. D’altronde la posta in gioco è molto alta: il futuro della pericoltura emiliano romagnola ed italiana”.

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