"Presto una filiera di carne biologica" - Agrimpresaonline Webzine

“Presto una filiera di carne biologica”

dossier biologico

Erika Angelini

COMACCHIO (Ferrara) – Nella Valle del Mezzano, un’ampia zona di oltre 18mila ettari che comprende i comuni di Argenta, Comacchio, Ostellato, Portomaggiore, le aziende sono tendenzialmente di grandi dimensioni e negli ultimi anni stanno scegliendo sempre di più il biologico.

Scelta dettata anche dall’esigenza di far convivere produzione agricola e tutela ambientale, visto che siamo in pieno Parco del Delta del Po, un patrimonio di biodiversità riconosciuto dall’Unesco.

Proprio nel Mezzano e nella zona di Valle Pega, c’è l’azienda agricola biologica che Ugo Pelosin conduce insieme ai figli ventenni Leonardo e Davide. Parliamo di circa 400 ettari, tra proprietà e affitto, che danno lavoro anche a sette operai agricoli. Come ci spiega Pelosin, allevatore e produttore di origine padovana, per fare biologico ha scelto di spostarsi nelle vaste distese agricole ferraresi, con il sogno di creare una filiera della carne biologica.

Ugo Pelosin conduce un’azienda agricola di 400 ettari tra Valle Pega e Comacchio

“La mia famiglia è originaria del padovano, dove abbiamo ancora un allevamento di bovini da carne di razza Limousine, ma in quelle zone i terreni agricoli disponibili sono sempre stati pochi e di piccole dimensioni. Così abbiamo scelto di spostarci nella Valle del Mezzano per realizzare una grande azienda agricola che, dieci anni fa, abbiamo convertito al biologico. Attualmente gestiamo 400 ettari, 250 dei quali di proprietà, che sono investiti a pomodoro da industria, radicchio e naturalmente tutti i seminativi e le colture proteiche: pisello, grano, mais, soia, colza, girasole.

La varietà – continua Pelosin – è essenziale per riuscire a gestire la rotazione colturale, pratica essenziale nell’agricoltura bio. Noi crediamo molto in questo tipo di approccio per molte ragioni che sono ovvie e sono la salubrità del prodotto, la salvaguardia del territorio e anche la salute di noi operatori. Naturalmente un’azienda di queste dimensioni deve generare un reddito adeguato, anche perché abbiamo la responsabilità di dare lavoro a sette operai praticamente tutto l’anno, e devo dire che il biologico, a livello di prezzo, sta ancora dando una marginalità, anche se non sempre i prezzi compensano i quantitativi produttivi inferiori rispetto al convenzionale”.

Oltre alla produzione agricola, nell’azienda di Ugo Pelosin si allevano anche polli bio, conigli e, appunto, bovini da carne, circa 70 capi tra il padovano e Ferrara, non ancora certificati.

“Il mio sogno – continua Pelosin – è quello di creare una filiera bio della carne, con un grande allevamento di bovini di razza francese, ma sto incontrando molte difficoltà. In primo luogo perché occorre far arrivare i maschi dalla Francia, e i capi devono avere caratteristiche precise a livello di pezzatura. Poi, naturalmente, se l’allevamento è consistente, devi trovare un macello che riesca a gestire molti capi alla volta e uno sbocco commerciale importante, magari facendo un accordo con la Grande distribuzione, dove però la carne bio è ancora una nicchia. Non nego, dunque, che ci siano delle problematiche da superare ma, intanto, lavoriamo già come se la nostra carne avesse la certificazione, utilizzando i prodotti biologici dell’azienda agricola e lasciando gli animali a stabulazione libera.
Attualmente, vendiamo la nostra carne di bovino, ma anche polli biologici e conigli, abbattiamo 300-400 animali a settimana per entrambe le specie, al mercato di Loreggia (PD). Proponiamo anche lavorati come hamburger, bistecche, arrosti molto apprezzati dal pubblico. So che non è tutto biologico certificato, ma i nostri bovini mangiano solo cereali e fieno della nostra azienda e la differenza, a livello di sapore e tenerezza delle carni, il consumatore la sente comunque.
Chiudo – conclude Pelosin – dicendo che la burocrazia, che accompagna la scelta di produrre in regime di biologico, non è un peso se si fanno le cose in maniera corretta e se c’è marginalità. Nonostante fatichi a ottenere la certificazione per la carne, penso che regole chiare e un sistema di controlli serio sia necessario per avere un vero biologico”.

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