Produzione discreta di olive in regione, ad eccezione del riminese - Agrimpresaonline Webzine

Produzione discreta di olive in regione, ad eccezione del riminese

Emer Sani

DALLA REDAZIONE – In regione l’olivicoltura è importante sia sul piano economico sia sul piano paesaggistico e ambientale, anche se è diffusa a “macchie” sul territorio. È ampiamente presente in tutta la provincia di Rimini (56%) e sulle prime colline della provincia di Forlì-Cesena (30%). In provincia di Ravenna si trova esclusivamente nel comprensorio brisighellese (13%).

La coltura ricompare poi sporadica anche in provincia di Bologna, in particolare nel comprensorio olivicolo imolese e sui primi colli bolognesi, sui versanti più riparati e protetti dai venti freddi provenienti da nord (3%).

L’oliveto tradizionale e più diffuso è quello realizzato con le varietà “correggiolo, leccino, rossina, selvatico” in provincia di Rimini e Forlì-Cesena e con le varietà “nostrana, ghiacciola e colombina” nel Comprensorio brisighellese.

Per la campagna 2018 sono attese produzioni di elevata qualità. La pressione della mosca è stata di lieve entità soprattutto nelle zone più interne. Solo nella fascia litoranea e nelle prime colline si è verificato qualche lieve attacco da parte di questo fitofago. In termini di produzione i territori della provincia di Rimini hanno subito una violenta riduzione.

Le minime termiche infatti che si sono verificate tra fine febbraio e inizio marzo 2018, hanno causato forti danni su tutto il territorio provinciale con percentuali di riduzione, in alcune zone della Val Conca, anche del 100%.

Complessivamente per la provincia di Rimini si calcola un calo di produzione intorno al 70% rispetto al potenziale produttivo.

Nel territorio della provincia di Forlì-Cesena la situazione è molto diversa: si attendono produzioni abbastanza elevate e sicuramente in aumento rispetto alla campagna precedente.

Nel territorio della provincia di Ravenna si prevede una produzione maggiore rispetto al 2017, con alte aspettative anche sul piano della qualità perché non ci sono stati problemi da attacchi di parassiti e l’andamento stagionale risulta al momento favorevole. Il freddo di fine febbraio ha prodotto danni contenuti. Le prime stime Ismea per il 2018 parlano di una produzione nazionale di olio in calo del 38%, la flessione italiana si affianca a quella di altri importanti produttori del Mediterraneo, come Grecia e Tunisia in primo luogo, che lo scorso anno avevano avuto volumi molto elevati. Stessa situazione per la Turchia.

Per quanto riguarda la Xylella, i controlli sono frequenti e l’attenzione è alta. La Xylella è limitata a una certa zona della penisola italiana e grazie ai controlli serrati non si prevedono espansioni che possano raggiungere i nostri territori.

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