Psr, bene priorità a giovani e produzioni sostenibili - Agrimpresaonline Webzine

Psr, bene priorità a giovani e produzioni sostenibili

giugno 2015

PARMA – È stato un appuntamento importante quello di venerdì 12 giugno, che ha visto tutto il mondo agicolo parmense partecipare alla presentazione del nuovo Piano di sviluppo rurale dell’Emilia Romagna.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Simona Caselli, ne ha illustrato i contenuti, le novità e i primi bandi, tra i primi ad essere operativi in Europa dopo un complesso iter di quasi 2 anni. Il nuovo strumento è stato presentato indicando tre principali linee guida: la competitività, la sostenibilità e l’internazionalizzazione.

Le risorse in campo sono ingentissime: oltre 1,1 miliardi di euro da qui al 2020, di cui 500 milioni stanziati dalla Regione. “Gli obiettivi sono ambiziosi – ha sostenuto la presidente della Cia Ilenia Rosi – e non possiamo che condividerne le priorità, in particolare il ruolo dei giovani a cui vanno circa 100 milioni di euro, le produzioni sostenibili e di qualità, con l’obiettivo di arrivare a un 20% di biologico e la salvaguardia delle aree rurali con problemi di sviluppo.
Altra importante fetta del monte spese è stata destinata al potenziamento della banda larga poiché, oltre ad essere uno strumento imprescindibile per la vita di tutti i giorni, occorre recuperare in Emilia Romagna uno dei contesti più arretrati d’Europa sotto questo punto di vista”.

Proprio sul ruolo essenziale dei giovani abbiamo voluto sentire un primo commento di Saverio Delsante, coordinatore Agia di Parma. “Già dalla tavola rotonda preliminare organizzata dal delegato all’agricoltura Claudio Moretti presso la Provincia di Parma all’inizio di maggio, avevo avuto l’impressione che l’assessore Caselli avesse idee molto chiare sul percorso e sugli obiettivi della nostra agricoltura. Obiettivi importanti, ambiziosi, lungimiranti ma soprattutto assolutamente necessari per il futuro della nostra agricoltura. Il Psr dedica una buona parte delle risorse all’insediamento dei giovani, però probabilmente il premio di 30.000 euro è inferiore alle aspettative, soprattutto in considerazione dell’introduzione dello standard output con tetto massimo di 250.000 euro, direi troppo penalizzante per le nostre realtà. Preciso, per esempio, che un giovane, decidendo di insediarsi nell’azienda di famiglia che alleva 100 capi di bovine da latte e coltiva 10 ha di erba medica, è già automaticamente escluso dal premio di insediamento. Questo ritengo sia assurdo”. Il nuovo Piano di sviluppo rurale sarà dunque uno strumento non solo di aiuto economico, ma – come ha spiegato la Caselli – “punterà  sull’ innovazione nell’offerta dei prodotti agricoli, in particolare verso l’estero, con misure rivolte alla cooperazione e alle filiere orientate ai mercati emergenti”.

“Una sfida che mette in primo piano il ruolo essenziale delle banche – ha concluso l’assessore provinciale Claudio Moretti – con le quali siamo impegnati ad aprire un serio tavolo di confronto”.

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