Serve una normativa ad hoc per i micro-allevamenti - Agrimpresaonline Webzine

Serve una normativa ad hoc per i micro-allevamenti

ValleRillo

Erika Angelini

COMACCHIO – Difficile, anzi, difficilissimo fare reddito allevando cavalli in un sistema che premia solo i grandi allevamenti e scuderie che hanno molte risorse da investire e dove manca, spesso, una cultura “equestre” che parte dalla conoscenza e dal rispetto degli animali.

Francesca Basaglia, giovane imprenditrice di Comacchio, ha aperto, dodici anni fa, “Valle Rillo”, un’azienda agrituristica per l’ospitalità rurale familiare, dove alleva cavalli sportivi da reining, spettacolare disciplina dell’equitazione americana che prevede un abile lavoro di redini da parte del cavaliere per la corretta e rispettosa gestione dell’animale.

Un’esperta di discipline dell’equitazione, con una grande passione per l’ambiente che si scontra con norme pensate per allevamenti di medie e grandi dimensioni.

“Attualmente, allevo sei cavalli, due dei quali sono fattrici, quindi posso dire che il mio è un micro-allevamento che si sostiene a fatica perché, allevare un cavallo, ha dei costi molto elevati che si fa fatica a ripagare. Penso alle spese veterinarie, alle ore impiegate per conoscere e addestrare gli animali e quelli per la riproduzione che, a volte, non vanno a buon fine, come è capitato a me per ben due volte quest’anno, tentativi che sono costati circa 1.500 euro l’uno, cifre importanti per una ditta individuale.

Francesca Basaglia gestisce una piccola realtà con cavalli sportivi da salto e da reining a Comacchio

Per fare reddito bisognerebbe, ad esempio, avere uno stallone di alta genealogia, portarlo alle gare per poi vendere il seme. Ma un cavallo così può arrivare a costare 50mila euro e anche partecipare alle competizioni è oneroso, un micro allevamento non può farcela. Però – continua Basaglia –, io amo molto i cavalli e sono una professionista che non vuole arrendersi.
Per sostenere i piccoli allevamenti servirebbero incentivi specifici, regole diverse rispetto a quelle delle grandi realtà, e una libertà di manovra più ampia.
I piccoli allevamenti, così come le piccole aziende, sono un valore, svolgono un lavoro di salvaguardia attiva del territorio dove vivono e lavorano. E si può salvare solo ciò che si ama”.

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