“Trasparenza e innovazione: cominciamo da noi” - Agrimpresaonline Webzine

“Trasparenza e innovazione: cominciamo da noi”

Ottobre 2015

Alessandra Giovannini

IMOLA – Il presidente della Cia di Imola, Giordano Zambrini, mette nero su bianco. “Basta parole occorrono fatti, occorrono trasparenza e innovazione: trasparenza nei comportamenti e sui prezzi ai quali sono venduti i prodotti”.

“Le cooperative agricole e i privati seguono logiche gestionali oramai superate, hanno rinnovato poco o niente a differenza della grande distribuzione che oggi vende anche servizi. Questa scarsa visione ha portato alla desertificazione del territorio, costringendo le singole cooperative a snaturarsi, comprimendo sempre più i prezzi alla produzione al ribasso, incapaci a coprire i costi di produzione. Perché le cooperative agricole non possono arrivare al consumatore, sui mercati, anche tramite l’e-commerce? E chiediamo al presidente della Coldiretti di Bologna Antonio Ferro, riprendendo il suo pensiero espresso in un recente articolo, se questa è un’idea abbastanza innovativa.

Ferro chiede idee ma, detto da un rappresentante di un’associazione che si dichiara espressione dell’agricoltura italiana, io le idee me le aspetterei da lui.

Noi abbiamo le nostre, pensiamo che le organizzazioni agricole debbano essere innovative. Questo ruolo lo abbiamo già svolto in altri contesti storico-sociali!
Che ne pensa la Coldiretti di portare avanti le richieste fatte dalle associazioni dei giovani di Alleanza per l’Agricoltura, di mettere in rete servizi dedicati a loro? Noi della Cia di Imola, oltre che riproporre la richiesta ai colleghi di Alleanza, chiediamo alla Coldiretti di entrare nella rete. Questo è qualcosa di nuovo.

Ma non vorremmo assistere ancora alle solite dimostrazioni di chiusura che abbiamo visto anni fa quando abbiamo chiesto di creare un unico Centro servizi sul territorio.

Ci piace assistere a una delle innovazioni più importanti mai nate, Opera, la grande azienda del settore ortofrutticolo esclusivamente specializzata sulla pera. L’intento del progetto, che raccoglie più di mille produttori, organizzati in 18 grandi aziende per una superficie coltivata di 7.500 ettari, ha lo scopo di ridurre la concorrenza tra le aziende coinvolte e incrementare la vendita del quarto frutto più consumato dagli italiani, attraverso la concentrazione della gestione e dell’offerta del prodotto. Una realtà che ha tutte le caratteristiche per diventare il partner ideale dei migliori distributori di pere in Italia e nel mondo, su tutti i canali distributivi. Forse da qui abbiamo qualcosa da imparare tutti”.

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