“Un’annata agraria difficile, ma possiamo e dobbiamo guardare avanti” - Agrimpresaonline Webzine

“Un’annata agraria difficile, ma possiamo e dobbiamo guardare avanti”

Gennaio 2016

“Dobbiamo parlare del 2015 come un anno difficile per l’agricoltura, per gli agricoltori e soprattutto per gli allevatori”.

Ilenia Rosi, presidente della Cia parmense, commenta così un annata ancora con il segno rosso per i principali comparti agricoli della nostra provincia. In sostanza si può parlare di una tenuta per il pomodoro, di un pareggio sui cereali e di una conferma negativa per bietole e lattiero caseario.
Come sempre dobbiamo guardare avanti – prosegue la presidente che incontriamo a Basilicanova all’innaugurazione di un nuovo punto vendita di Parmigiano Reggiano – questa latteria dimostra che la crisi si supera mettendosi in gioco, andando incontro alle nuove richieste del mercato e magari cogliendo le nuove opportunità nate da Expo e dal riconoscimento dell’Unesco di Parma come capitale della gastronomia. Per fortuna – conclude la Rosi – siamo usciti in modo indolore da un’assemblea comprensoriale molto complessa. Un’assemblea democratica e largamente unitaria che ha colto gli umori del territorio e può davvero rappresentare una ripartenza importante, se sapremo dare seguito alle decisioni assunte. È questo l’augurio che mi sento di fare interpretando anche il pensiero dei colleghi di giunta”.

Una breve sintesi sull’annata 2015 la forniscono due membri di giunta della Cia parmense.

Lattiero-caseario

“Dopo un lungo periodo grigio sul mercato ci sono segnali di ripresa del Parmigiano che possiamo riassumere così: riduzione delle scorte e prezzi in recupero, certo siamo nel momento migliore dell’anno, ma dobbiamo essere fiduciosi”. Questa l’opinione di Ermanno Mora presidente della latteria sociale S. Anna di Fontanellato. “Un motivo in più per essere fiduciosi viene anche dall’ultima assemblea comprensoriale tenuta a Parma – prosegue Mora – un’assemblea seria, corretta. Direi che il Consorzio di tutela ha centrato l’obiettivo, basta dire che sono passati 3 punti su 4, un fatto importante che ci aiuta a lavorare insieme, speriamo in un clima costruttivo”.

Pomodoro da industria

Attilio Alfieri giudica positiva la campagna 2015 del pomodoro sia sulla qualità che sul brix. “Abbiamo saputo gestire il problema siccità e consegnato alle fabbriche un buon prodotto – commenta Alfieri che nella propria azienda è arrivato a una media di circa 700 quintali per ettaro; l’idea nostra è quella di crescere di circa un 30%, anche perchè abbiamo investito molto in questo settore inserendo un giovane e notevoli risorse. Vedremo il nuovo contratto e poi decideremo”. Diverso il pensiero di Aldino Robuschi che intende ridurre gli investimeni di un 10-20%. “In tempi come questi – osserva Robuschi – bisogna contenere le spese e siccome si parla di prezzi in calo anche noi dobbiamo adeguarci”.

Barbabietole

Venerdì 11 dicembre è stato formalizzato l’accordo con l’Eridania, fabbrica parmense che fa capo ad un vasto territorio bieticolo emiliano. L’accordo prevede un aumento di 2,5 euro rispetto all’ultima campagna, in tutto il prezzo ai produttori salirebbe a 40,50 euro la tonnellata. “Dobbiamo usare il condizionale – puntualizza Vittorio Artoni, referente della Confederazione generale bieticoltori per l’area dello stabilimento di San Quirico – perchè molto dipenderà dalle superfici investite dai produttori. In sostanza, se ci sono bietole la fabbrica rimane attiva e garantisce quel prezzo, in carenza di materia prima l’accordo verrebbe rimesso in discussione”. L’invito di Artoni è quello di aderire a questa intesa con la garanzia del saldo previsto per l’8 gennaio 2016 e la possibilità di mantenere uno spazio al comparto bieticolo anche nei prossimi anni.

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