Una Cia di Rimini ancora più “forte” e “combattiva” - Agrimpresaonline Webzine

Una Cia di Rimini ancora più “forte” e “combattiva”

RIMINI – È di questi giorni la crisi dell’Amministrazione locale di Santarcangelo di Romagna, con le dimissioni del sindaco Mauro Morri e l’arrivo del Commissario prefettizio.

Preoccupa questo ricorso al Commissario, tra l’altro non nuovo: già a Coriano, mentre a Gemmano recentemente si era sperimentato l’esperienza commissariale. Preoccupa in Santarcangelo la stasi generalizzata dell’attività amministrativa. A Valter Bezzi, presidente Cia Rimini, abbiamo posto alcune domande, a cominciare da cosa sta succedendo a Santarcargelo.

A Santarcangelo di Romagna si propone la crisi sintomatica dell’enorme sfasatura tra le esigenze delle cittadinanze e l’incapacità della politica di mettersi al servizio. Ancor piu grave nel momento in cui si sta andando verso il superamento delle Province e si tratta di costruire un nuovo assetto istituzionale con l’accorpamento dei Comuni, vedi Torriana-Poggio Berni.

Come si colloca Cia Rimini, come soggetto di rappresentanza delle imprese agricole, in Camera di commercio?

In Camera di commercio Cia Rimini, anche attraverso la mia persona come membro di Giunta, opera per il necessario supporto alle imprese agricole sul tema della promozione dell’agroalimentare riminese e per il credito con la continuazione degli impegni economici nei confronti del Consorzio di Agrifidi Uno. Portiamo ovviamente avanti l’azione di tutela nei confronti delle aziende di Rimini Nord rispetto al progetto di Variante alla Statale 16; siamo coinvolti con Asl, Regione ed Enti, sulla sicurezza e sui sistemi autorizzativi con la necessaria richiesta di semplificazione burocratica, sempre dichiarata ma non sufficientemente attuata.

Per il ruolo propositivo che Cia Rimini si è guadagnata sul campo nei confronti degli enti locali, quali sono a tuo parere i punti di criticità che andrebbero affrontati e risolti prioritariamente?

L’obiettivo, come Cia Rimini, di ricostruire un’organizzazione forte e autorevole nel ruolo di rappresentanza e tutela del mondo agricolo, mi pare si possa dire che è stato centrato. Questo non significa che non si possa ulteriormente migliorare anche dal punto di vista del peso economico del settore primario riminese, in linea con i dati nazionali che danno un aumento in doppia cifra per l’export agroalimentare italiano. Occorre superare la frammentazione della rappresentanza agricola e contiamo di costruire qualcosa di positivo nell’interesse delle imprese agricole con Agrinsieme che, a livello nazionale, si è costituito come coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative e Agci.

 

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