Vendemmia e vino: la prima sbornia se la prese Noè… - Agrimpresaonline Webzine

Vendemmia e vino: la prima sbornia se la prese Noè…

Ottobre 2015

Vendemmia e vino: perdonate la pia impertinenza, ma la prima storica sbornia se la prese Noè. Fa testo la Bibbia, Libro della Genesi, 20-21, siamo dopo il diluvio: “Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino (troppo, ndr) si ubriacò…”

Niente di grave: chi non ha mai preso una sbornia in buona compagnia scagli la prima pietra. Un elogio del vino, purchè bevuto con moderazione, alimento salubre e benzina alimentare, percorre le Sacre Scritture, con saggi ammonimenti dei Profeti ad un “uso responsabile” (migliaia d’anni prima dell’etilometro) altrimenti il vino può condurre alla follia e alla trasgressione. Interessante annotare che il buon Noè fosse già un bravo contadino e viticultore. La Bibbia non ci dice le tecniche di allora (mica è un trattato di agricoltura): a ciò penseranno successivamente alcuni classici autori latini, tra cui Columella, che entra nel merito tecnico e colturale, nell’ambito dei suoi deliziosi trattati sull’agricoltura e consiglia ad esempio gli agricoltori ad assaggiare la terra su cui pianteranno viti, perché quel particolare sapore della terra lo si ritroverà poi nel gusto del vino.

Ritorniamo, su consiglio del sapiente Tugnazz, alle Sacre Scritture: ad uno dei miracoli più belli e gioiosi, quello delle “Nozze di Cana” (Vangelo di Giovanni, “2, 1-21”). Gran banchetto nuziale a Cana: Gesù e i suoi discepoli sono invitati. A tavola c’è anche Maria, sua madre, che da brava “azdora” capisce che il vino sta già finendo e dunque esorta il figlio a intervenire, affinchè gli amici siano contenti. Gli otri d’acqua saranno tramutati in vino d’autore. Ribadendo quanto già dicemmo, i Vangeli raccontano che Gesù abbia moltiplicato pani, pesci e vino. Ma non risulta che il Nazareno possedesse forni, pescherie o cantine vinicole.

Il Passator Cortese

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