Via dalle ceramiche per coltivare il luppolo - Agrimpresaonline Webzine

Via dalle ceramiche per coltivare il luppolo

RobertoBruni

Claudio Ferri

NONANATOLA (Modena) – È ‘fuggito’ da un’attività lavorativa sviluppata nel terziario per dedicarsi all’agricoltura. L’esperienza di Roberto Bruni, 39 anni, è simile a tante altre dove il richiamo della vita in campagna è forte, specialmente dopo aver passato molto tempo davanti ad un computer come traduttore.

Roberto ha studiato lingue, poi ha iniziato a lavorare in ceramica viaggiando Oltreoceano. Poi si è dedicato alle traduzioni come libero professionista e, stanco di stare spesso davanti ad uno schermo, ha deciso di cambiare attività. “Tutto è nato dalla disponibilità di mio zio che, raggiunta l’età pensionabile, mi ha proposto di condurre un suo terreno – racconta Roberto -. Non ci avevo pensato minimamente, ma ora sono contento della scelta, nonostante le difficoltà”.

Roberto Bruni da manager e traduttore di professione si è dedicato alla conduzione di un fondo di 10 ettari

Nel 2018 Bruni fa le prime esperienze prendendo in affitto un paio di ettari di vigneto “dove mi sono fatto le ossa”, commenta ironicamente. Ora coltiva 10 ettari, di cui 2 a luppoleto, scelta dettata dalle opportunità offerte dal mercato.

Con il luppolo l’investimento è molto elevato – precisa Bruni – e si aggira attorno ai 40mila euro per ettaro. L’impianto è già in produzione

“Mi sono orientato sul luppolo perché la crescita di tanti birrifici presuppone la richiesta di materia prima per produrle – dice – poi mi sono documentato e ho allacciato rapporti di collaborazioni con imprese che producono e commercializzano luppolo. Con una di queste, la modenese ‘Italian Hops Company’, ho allacciato rapporti e a loro fornisco il luppolo con un contratto, per il momento, triennale.
L’investimento è molto elevato – precisa Bruni – e si aggira attorno ai 40mila euro per ettaro. L’impianto è già in produzione e nel 2020, anno in cui ho avuto accesso alle provvidenze del Psr, ho fatto il primo raccolto, che mi ha dato soddisfazione. Purtroppo le attrezzature necessarie sono molto costose e, per il momento, ricorro al noleggio delle macchine necessarie”.

Oltre al luppolo Roberto coltiva 1,5 ettari di vigneto, ma nella prossima primavera ne metterà a dimora altri due: “ho acquistato i diritti e ho deciso di puntare sul Pignoletto – spiega infine – così da diversificare la mia attività e limitare i rischi di impresa”.

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