Ciliegie, annata al via sotto i buoni auspici

Maggio 2015

Claudio Ferri

DALLA REDAZIONE – “Quest’anno stimiamo che il comprensorio produttivo di Vignola possa raggiungere i 60 mila quintali con una altissima qualità dei frutti. Lo afferma Andrea Bernardi, presidente del Consorzio della Ciliegia tipica

che nel descrivere l’equilibrio e la ‘generosità’ dei ceraseti parla di “produzione disegnata sulla pianta”. La raccolta delle ciliegie era prevista dopo il 20 maggio, ma le alte temperature delle prime settimane di maggio probabilmente hanno accelerato la maturazione delle ‘rosse’ vignolesi. A giudizio dei produttori l’annata 2015 potrebbe essere ricordata come una delle migliori degli ultimi due lustri, perché allegagione e maturazione sono avvenute nelle condizioni migliori e i frutti sono di elevata qualità.

“C’è il quantitativo ottimale, una giusta proporzione tra presenza frutti, apparato fogliare e lunghezza dei rami e se le condizioni meteo-climatiche ci assistono potrebbe essere una annata tra le migliori”.
La ciliegia di Vignola, a marchio Igp, sta aspettando il via libera formale per includere un’altra dozzina di varietà di duroni sino ad ora escluse dal marchio Ue. L’Igp interessa circa 700 ettari in tutto il comprensorio della ciliegia tipica (28 comuni nelle provincie di Bologna e Modena), ma le superfici iscritte all’Igp sono 400. “Il raccolto di queste ultime piante non tutto viene commercializzato con marchio Igp, ma l’obiettivo futuro è quello di marchiare almeno il 70% del potenziale ad Indicazione geografica protetta”.

Anche Dante Reggianini, cerasicoltore di Vignola (nella foto), conferma il buon andamento dell’annata. “Il prodotto è bello e sano e non ci sono frutti ‘doppioni’. Rispetto lo scorso anno tuttavia i costi di produzione sono aumentati, ma auspichiamo nelle buone quotazione del nostro prodotto di qualità”. Reggianini ospita alcuni campi in cui vengono testati nuovi materiali plastici per la copertura dei ceraseti, necessari per proteggerli da pioggia e grandine. “Ho un campo prova con teli plastici di diversa colorazione – spiega – per testare la risposta alla maturazione ed alla resistenza a grandine e pioggia. Proprio in questi giorni aspetto una delegazione di tecnici turchi che vogliono saperne di più su questa tecnologia”. L’agricoltore inoltre ha messo a dimora piante di una antica varietà, la moretta, con portainnesti nanizzanti, che consentono una più facile raccolta. “Producono già dal terzo anno – conclude – e la qualità è ottima”.

Sempre a Vignola, la cooperativa Apofruit ha realizzato un campo sperimentale con nuove varietà (sweet) con ottime potenzialità produttive. Qualità, biologico e nuovi mercati sono le tre linee guida emerse durante un incontro svolto a Vignola al quale hanno partecipato il presidente della cooperativa Mirco Zanotti e il direttore tecnico di Apofruit Andrea Grassi.

“La produzione è ‘piena’ su tutto il territorio nazionale – precisa Grassi – e l’Emilia Romagna è in linea con le altre regioni. Probabilmente mancherà circa il 15% di produzione rispetto al 2014 quando il raccolto è stato abbondante, ma non di eccessiva qualità”.

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