Vini Igp Emilia, il Consiglio di Stato respinge in via definitiva i ricorsi contro la proposta di modifica del disciplinare

Luglio 2015 

MODENA – Il Consiglio di Stato ha rigettato in via definitiva il ricorso al Tar del Lazio presentato da nove imprese vinicole con stabilimenti al di fuori del territorio emiliano contro la proposta di modifica del disciplinare di produzione dei vini Igp Emilia

presentata dal Consorzio di Tutela con il pieno appoggio dei viticoltori, delle cantine cooperative e delle imprese di imbottigliamento, unite e determinate nell’azione di valorizzazione del potenziale produttivo vitivinicolo del territorio. La sentenza è del 23 luglio scorso e la decisione pone quindi termine ad una serie di ricorsi.

Diversamente da quanto preteso dalle imprese appellanti, il Consiglio di Stato ha confermato la vigenza del Decreto Ministeriale 31 luglio 2013 che consente l’etichettatura temporanea dei vini Igp Emilia in quanto conforme alla disciplina dell’Unione europea. Inoltre nella sentenza viene ribadito che la vinificazione dei vini deve avvenire esclusivamente nella zona di produzione e nelle zone limitrofe indicate nel disciplinare di produzione e che con il termine ‘produzione’ si intendono “tutte le operazioni eseguite, dalla vendemmia dell’uva fino al completamento del processo di elaborazione, mentre l’imbottigliamento dei vini Igp Emilia è consentito nei paesi dell’area comunitaria”.

“Siamo di fronte – sottolinea Davide Frascari, presidente del Consorzio Tutela Vini Emilia – ad un risultato di straordinaria importanza per i nostri viticoltori, cantine sociali e imbottigliatori emiliani, che oggi vedono coronato il comune impegno per assicurare ai nostri territori la possibilità di generare nuova ricchezza e lavoro, strettamente legati agli investimenti che questi stessi soggetti metteranno in atto per portare a compimento quei processi di lavorazione che, dovranno essere svolti unicamente nel nostro territorio”.

Il rispetto dei protocolli e delle regole che il Consorzio si è voluto dare – ovvero il ‘patto’ tra viticoltori, cantine di trasformazione e di imbottigliamento, consumatori – non è solo una questione di onore “ma piuttosto – conclude Frascari –  un vincolo strategico per affermare i vini a Denominazione di origine Igp Emilia sui mercati nazionali ed esteri”.

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