Una nuova piattaforma di servizi per i produttori biologici

Agosto 2014

BOLOGNA – Domanda in aumento ma produzione ferma al palo. È questa, purtroppo, la fotografia del biologico in Italia.

“Per immettere nuova linfa in un settore che chiede con forza di crescere, la società cooperativa Prober lancia il progetto “Filiere Bio 2020”: una nuova piattaforma di servizi rivolti ai produttori e trasformatori biologici dell’Emilia Romagna”.

Lo annunciano Cia e Confagricoltura regionali, che hanno formalizzato l’entrata nella nuova compagine societaria Prober s.c.a.r.l.

Il mercato dei prodotti biologici in Italia è in continua crescita. Nei primi mesi del 2014 è stato registrato un +17% nella Grande distribuzione organizzata e quasi il 10% nel canale specializzato (dati Ismea). La Penisola si conferma inoltre prima in assoluto per esportazione di prodotti biologici, con 1,2 miliardi di euro l’anno.
“L’obiettivo è far crescere il numero di operatori biologici in regione – sottolineano le due organizzazioni agricole – stimolando anche l’entrata di nuovi agricoltori. Vorremmo promuovere il bio anche nelle zone di pianura più vocate e produttive ove peraltro prevale ancora l’agricoltura convenzionale e ricreare convenienza economica a farlo nelle zone svantaggiate”.

L’Emilia Romagna conta poco meno di 4000 operatori biologici e detiene la leadership nazionale per numero di imprese di trasformazione e per i risultati raggiunti nella filiera corta, annoverando ben 417 aziende che fanno anche vendita diretta (bioreport nazionale 2013). “Il progetto “Filiere Bio 2020” nasce per offrire all’operatore biologico piena assistenza nell’attuazione delle normative e nell’espletamento delle pratiche burocratiche necessarie (in primis supporto a certificazione e tracciabilità); per fornirgli indirizzi colturali che siano finalizzati al territorio e alla collocazione sul mercato; per sostenerlo nell’accesso ai finanziamenti pubblici.

In testa, il Programma regionale di sviluppo rurale che – rimarcano i vertici regionali di Cia e Confagricoltura – oltre alle domande sulle specifiche misure dedicate al biologico, sarà fonte di risorse anche per la consulenza, la formazione, la ricerca e soprattutto i progetti di filiera, di sistema e di cooperazione”.

Al fine di garantire e accrescere il reddito delle aziende attraverso la piena valorizzazione del prodotto, “Prober promuoverà infatti accordi di filiera e contratti di coltivazione pluriennali, partendo dalla filiera delle proteiche per supportare la zootecnia bio (con il socio Progeo e non solo) seguendo poi – nell’ottica della rotazione pluriennale obbligatoria per le aziende biologiche – con altre colture e filiere come quella dei cereali alimentari, delle sementi, dell’ortofrutta, etc”.

“Questo progetto – concludono Cia e Confagricoltura – mira ad aprire nuovi canali di accesso al mercato, dando maggior impulso alla vendita diretta, anche implementando una piattaforma di e-commerce e sviluppando, in collaborazione con Bovinitaly, la rete già avviata di ‘mangiocarnebio’ in ‘mangiotuttobio’ attraverso la partecipazione ai bandi per la ristorazione privata e collettiva oltreche alla messa in rete delle strutture aziendali e degli agriturismi”.

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