La bioagricoltura nel Piano di sviluppo rurale 2014-2020

Agosto 2014

Roberta Chiarini, Carlo Malavolta Servizio Percorsi di qualità, relazioni di mercato e integrazione di filiera Regione Emilia Romagna

BOLOGNA – All’interno della proposta di Psr 2014-2020 attualmente in fase di approvazione da parte della Commissione Ue, la priorità trasversale per il settore biologico è stata riconfermata, insieme a quella concessa anche alle altre produzioni sostenibili e di qualità. Saranno quindi a disposizione dei produttori agricoli e dei trasformatori le classiche misure di aiuto diretto per superficie agli aderenti alla produzione biologica. Anche le misure dedicate agli investimenti aziendali e quelle di formazione e informazione verranno confermate, con possibilità di presentare progetti aziendali oppure di filiera. Le misure relative ai sistemi di qualità permetteranno la possibilità di concedere ai nuovi aderenti finanziamenti al 100% per la copertura dei costi di certificazione per i primi 5 anni di adesione (Misura 3.1). È stata poi confermata anche la possibilità di finanziare interventi di promozione dei prodotti biologici realizzati da associazioni di produttori, con contributi al 70% (Misura 3.2). Per quanto riguarda gli aiuti diretti a superficie per la conversione (Misura 11.1) o il mantenimento (11.2), il nuovo Regolamento 1305/2013, all’articolo 23, ha per la prima volta separato la Misura relativa all’agricoltura biologica dalle restanti misure agro-clima-ambientali.

Questo ha permesso la attribuzione di specifiche risorse alla agricoltura biologica senza rischi di “concorrenza” da parte di altre misure ambientali. Per agevolare la adesione a queste misure non è più richiesto nelle aree di pianura l’obbligo, attualmente operante, di adesione alle misure di rinaturalizzazione (mantenimento di siepi, boschetti, maceri, ecc.) o dei ritiri ventennali a scopi ambientali su una superficie minima del 5% della Sau aziendale. Anche gli ulteriori adempimenti obbligatori su gestione del suolo e irrigazione sono stati eliminati essendo ora ricompresi nelle norme specifiche nazionali di applicazione del Reg. 834/2007, che fissa le regole comunitarie per la agricoltura biologica. È stato invece mantenuto l’obbligo di regolazione (taratura) delle irroratrici da eseguire presso le officine autorizzate ogni 5 anni; tale vincolo è infatti considerato fondamentale per la corretta esecuzione dei trattamenti fitosanitari. L’obbligo invece del controllo funzionale (meccanico ed idraulico), anch’esso importantissimo, viene mantenuto in quanto divenuto obbligatorio in applicazione della Direttiva Ue sull’uso sostenibile dei fitofarmaci.

Dal punto di vista degli aiuti concedibili c’è da notare che per le colture proteaginose e per il riso è stato previsto un aiuto maggiorato rispetto al Psr in vigore. Viceversa le colture foraggere non dedicate alla zootecnia aziendale subiranno una lieve riduzione dell’aiuto. Alle aziende che adotteranno tecniche di copertura del suolo (cover crops) e che adotteranno il sistema Irrinet per la gestione della irrigazione verranno corrisposti aiuti maggiorati. Sarà poi possibile per la prima volta finanziare con la misura Cooperazione (Mis. 16) interventi di animazione, divulgazione e/o studi di fattibilità per favorire la adesione di gruppi di produttori alla agricoltura biologica e ad altre misura agro-clima-ambientali. Per le valutazioni e decisioni finali su questo insieme di misure si è tenuto conto – e si continuerà a farlo anche in futuro – della evoluzione dello stesso Regolamento Ue n.834/2007, attualmente in fase di revisione.

Nell’insieme si può quindi affermare che anche all’interno del prossimo Psr il supporto offerto alla agricoltura biologica sarà ampio e diversificato e ci si attende che questo supporto possa portare ad un concreto rafforzamento e sviluppo del settore in chiave anche di maggior organizzazione e competitività.

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